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Simulazione ONU: gli studenti come diplomatici per difendere il clima

È iniziato un nuovo anno accademico e noi vogliamo invogliarvi a diventare nostri soci per il nuovo anno accademico raccontandovi della bellissima iniziativa che ha concluso il nostro ultimo anno sociale.

 

A maggio vi abbiamo infatti offerto una simulazione dei negoziati ONU sui cambiamenti climatici. Organizzata da ELSA Trento, in collaborazione con l’Associazione Viraçao&Jangada, la simulazione ha voluto mettere in scena il procedimento di negoziazione tra Stati che precede gli accordi sui cambiamenti climatici. Gli studenti sono stati invitati a prendere le parti di alcuni paesi (Cina, India, US) o blocchi di nazioni (paesi sviluppati, paesi in via di sviluppo, UE) e farsi portatori delle loro richieste e delle loro possibili soluzioni.

 

L’incontro si è aperto con il contributo della Dott.ssa Elisa Calliari, ricercatrice presso il centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici (CMCC), che ha fornito un esaustivo panorama sulle problematiche dell’inquinamento e sulle strategie fino ad ora messe in atto dai vari trattati. Ai partecipanti sono state date delle schede informative sulle diverse nazioni delle quali erano rappresentanti e, in base a quelle, hanno potuto costruire le loro posizioni. Le negoziazioni si sono svolte in maniera formale davanti al Presidente dell’assemblea, ma gli studenti hanno potuto anche dialogare tra loro informalmente come avviene nelle giornate delle COP (Conferenza delle Parti) tra i veri diplomatici.

La discussione era finalizzata ad ottenere strategie nazionali coordinate in modo da rimanere entro la soglia di aumento massimo di temperatura di 2°C per il 2100 e ad istituire un fondo di 100 milioni di dollari per lo sviluppo sostenibile delle nazioni in via di sviluppo.

Il risultato, soddisfacente ma leggermente diverso dagli obiettivi (l’aumento di temperatura si è attestato sui 2,2 °C), ha dimostrato la complessità di arrivare ad una strategia comune, sebbene differenziata a seconda delle possibilità dei singoli, ma ha anche evidenziato la partecipazione ad un tema che non è più interesse di pochi Stati ma sempre più preoccupa e ottiene attenzione presso i governi di tutte le nazioni.

Un risultato parziale della simulazione

La simulazione si è, inoltre, inserita come conclusione del progetto, organizzato dall’Associazione Viraçao&Jangada e dall’Agenzia di Stampa giovanile, che dal 2012 porta studenti delle scuole superiori trentine e dell’Università di Trento ad assistere alle sedute della COP, avendo così la possibilità di meglio comprendere il meccanismo delle negoziazioni tra Stati.

 

La nostra Ludovica ha quindi fatto qualche domanda ai partecipanti, iniziando da Giulia de Paoli, studentessa di diritti umani presso l’Università di Padova e membro dell’Associazione Viraçao&Jangada, e due partecipanti al progetto, Irene da Rin Betta, laureanda in giurisprudenza e Madalena Lima, studentessa di studi internazionali, moderatrici della simulazione.

 

Madalena, Irene e Giulia

Il vostro progetto ha avuto un buon riscontro?

Sì, è una tematica che suscita interesse soprattutto negli ultimi anni, la simulazione inoltre è una forma nuova ed unica nel suo genere, che oltre a fornire informazioni sul clima aiuta a comprendere le tematiche geopolitiche e i meccanicismi di voto e contrattazione.

Abbiamo notato che c’è molto interesse anche tra i ragazzi del liceo. Siamo stati anche all’Università di Bolzano, dove abbiamo svolto una simulazione in inglese.

 

Credete che gli accordi finora raggiunti siano efficaci o sia necessario impegnarsi di più?

Purtroppo le misure in atto non sembrano sufficienti a contrastare gli effetti dei cambiamenti e rimanere nella soglia di aumento massimo di 2 °C. Non è facile comprendere chi sia il maggior responsabile, indagando il problema anche in una prospettiva storica. Il problema è però comune ed un solo paese o il solo blocco dei paesi occidentali non può riuscire ad invertire la rotta.

 

Si può avere un cauto ottimismo osservando gli sforzi di tutti i Paesi in questo ambito?

In questi anni, soprattutto con gli accordi di Parigi, si è rafforzata la consapevolezza che il problema riguardi tutto il pianeta e che gli sforzi debbano provenire da tutti gli stati. La partecipazione, anche se in misura diversa, deriva da tutte le nazioni e questo deve essere accolto con ottimismo.

 

Numerosa è stata la partecipazione da parte di studenti di diversi dipartimenti della nostra università. Hanno risposto alle nostre domande:

  • Elisa Zeba (Studi internazionali) e Federica Zanardi (Sociologia), rappresentanti della Cina.
  • Mattia Cutolo (Giurisprudenza), Kelly Kocks (Studi internazionali), e Beatrice Lio (Giurisprudenza), rappresentanti dei Paesi in via di sviluppo.
  • Aurora Paissan (Lettere) e Livia Solaro (Giurisprudenza), rappresentanti dell’India.
  • Giovanni Gazzini (Filosofia), rappresentante dei Paesi Sviluppati.

 

La discussione informale all’interno dei gruppi

 

Perché hai deciso di partecipare alla simulazione?

Federica: Ho già partecipato ad una simulazione all’ONU e mi piaceva l’idea di replicare l’esperienza nel mio ateneo.

 

Mattia: Volevo comprendere appieno il meccanismo delle negoziazioni.

 

Kelly: Sono parte dell’associazione Viraçao&Jangada e ci tenevo a partecipare.

 

Beatrice: Ho partecipato ad un’altra simulazione, mi è piaciuto molto e volevo replicare.

 

Aurora: La tematica è innovativa, volevamo provare a partecipare attivamente ai negoziati.

 

Giovanni: Sono stato invitato da Viraçao&Jangada, associazione di cui faccio parte.

 

 

L’hai trovata utile per capire il meccanismo degli accordi?

Elisa: Sì, è molto utile soprattutto per chi inizia ad interessarsi a questa materia, aiuta a comprendere meglio i meccanismi tecnici delle negoziazioni.

 

Beatrice: Sì, sicuramente la simulazione, per quanto breve, fornisce un’ottima visione di come si svolgono i negoziati.

 

Livia: Questa simulazione ci ha chiarito le idee e ci ha permesso di capire meglio come vanno i negoziati; la possibilità di partecipare come parte attiva permette di comprendere anche alcuni meccanismi tecnici e di conoscere la costruzione del trattato.

 

Giovanni: Abbastanza, soprattutto ho potuto comprendere le varie istanze di tutti Paesi e gli interessi diversi di cui ogni Paese è portatore.

 

Federica ed Elisa, le delegate per la Cina

Sei interessato alle tematiche ambientali

Federica: Sì, è un problema che riguarda tutto il mondo e non una sola parte; inoltre è importante considerare come anche il singolo gesto di poche persone possa influenzare tutta la collettività, soprattutto oggi che siamo tutti interconnessi.

 

Mattia: Sì, siamo decisamente interessati alle tematiche ambientali, è un tema che ci coinvolge tutti.

 

Livia: Sì, molto interessate proprio perché riguarda il futuro di tutti noi.

 

Giovanni: Non sono particolarmente interessato all’aspetto giuridico-diplomatico della questione ma è sicuramente un tema che tocca tutti da vicino.

 

Pensi che gli accordi raggiunti fino ad ora siano abbastanza efficaci?

Elisa: Negli anni sono stati fatti molti passi in avanti ma si può e si deve aumentare lo sforzo, dividendo equamente le risorse e le tecnologie affinché anche i paesi in via di sviluppo possano utilizzarle.

 

Kelly: Gli sforzi da parte degli stati devono sicuramente aumentare ma si può comunque guardare al panorama internazionale con ottimismo, nonostante la posizione del Presidente Trump. Per quanto gli USA non siano di fatto ancora fuori dagli accordi di Parigi (il tempo previsto per l’abbandono definitivo degli accordi è di 4 anni) la posizione del Presidente ha rappresentato più che altro uno shock politico che per fortuna non ha avuto seguito negli altri Paesi.

 

Aurora: Per quanto gli sforzi siano aumentati nel corso degli anni sembra che questo non sia sufficiente per rimanere entro la soglia dei 2 °C, è necessario prendere provvedimenti  più incisivi se si vuole davvero rendere efficaci le misure di contenimento.

 

Giovanni: Bisogna aumentare gli sforzi ma si può comunque mantenere un atteggiamento positivo: la tecnologia e la scienza forniscono soluzioni nuove e sempre più efficaci.

 

 

Ringraziamo tutti i partecipanti!

 

Vi segnaliamo, inoltre, che sono aperte le candidature per partecipare all’edizione 2018 del progetto promosso da Viraçao&Jangada, che quest’anno porterà 8 studenti universitari a Katowice, in Polonia, per seguire la COP24. Maggiori informazioni sono reperibili a questo link: http://www.stampagiovanile.it/destinazionenews-clima?art=228

 

 

 

 

 

 

admin

Testimonianza: Serena alla SELS in European Union Law

Si chiuderanno tra poche ore le candidature all’edizione 2018 delle Summer ELSA Law Schools e vogliamo convincere gli ultimi dubbiosi con la testimonianza di Serena Piccoli in merito alla bellissima esperienza vissuta l’anno scorso.

Parlaci della SELS a cui hai partecipato.

Ho partecipato alla SELS in European Union Law a Francoforte-Slubice nell’estate 2017.

Serena, la prima da sinistra, con altri studenti trentini a gustare le prelibatezze locali

 

Perché hai scelto questa SELS?

Ho scelto questa Summer School perché verteva sul diritto dell’Unione Europea, materia su cui sono particolarmente interessata. Inoltre, essendo situata al confine tra Germania e Polonia, avevo visto dal programma che si visitavano città in entrambi i paesi, nonostante fosse solo una settimana! 

 

Com’era la giornata tipo durante questa settimana?

La giornata tipo era: sveglia intorno alle 8 di mattina, le attività accademiche o “turistiche” iniziavano sempre verso le 9. Nel primo caso c’erano due lezioni al mattino e due al pomeriggio, separate dalla pausa pranzo di solito nella mensa universitaria. Per le attività turistiche invece, dipendeva dalla meta. 

In ogni caso, la sera dopo cena si stava tutto insieme a bere qualcosa e a volte anche a ballare.

Molto di più delle lezioni, come visitare Berlino!

 

Quale insegnamento importante ti sei portata a casa? E quale ricordo memorabile?

L’insegnamento più importante è a livello sociale. Si conoscono tantissime persone da Paesi diversi, ognuno con un’esperienza diversa da cui si può imparare molto. Dal punto di vista accademico è utile soprattutto perché viene data un’impronta ampia del tema trattato e così facendo si scoprono lati della stessa che magari nemmeno si aveva considerato.

Il ricordo più bello risale alla gita a Poznan, una bellissima città con un’attiva vita universitaria.

 

Come pensi ti abbia arricchito quest’esperienza?

Credo che la crescita più grande sia stata a livello umano. È una settimana molto intensa e le relazioni che si stringono sono molto forti! 

Poi ovvio, non si smette mai di imparare, anche quando si pensa di sapere già molto dell’argomento che si sta affrontando.

I bellissimi panorami di questa parte di Europa

La consiglieresti?

Direi proprio di sì! È una bellissima esperienza, un mini-Erasmus che offre tanto!

 

Ringraziamo Serena per la testimonianza! Correte ad inviare la vostra candidatura a questa pagina!!

admin

Testimonianza: Chiara alla SELS in Law & Business

Una nuova testimonianza dalle SELS! Questa volta tocca a Chiara Zannelli, che ci racconta della sua esperienza a Porto nell’estate del 2016.

 

Parlaci della SELS a cui hai partecipato.

Ho partecipato alla SELS in Law & Business a Porto, in Portogallo, nell’estate 2016.

Panorama di Porto

Perché hai scelto questa SELS?

Ho scelto la Summer School di Porto per una serie di motivi. Il tema “law and business” era un po’ vago, ma nel sito poi erano specificati i temi delle singole lezioni e mi interessavano moltissimo  (proprietà intellettuale, negoziazione, arbitrato, tratti sul commercio internazionale ecc). Anche il social programme era ricchissimo, e in generale si capiva che i ragazzi che avevano organizzato la summer school ci tenevano tantissimo e avevano davvero speso anima e corpo perché tutti noi partecipanti potessimo avere la migliore esperienza possibile, come infatti è stato.

 

Com’era la giornata tipo durante questa settimana?

La sveglia era circa alle 8, facevamo colazione in una sala comune dell’ostello in cui stavamo (peraltro davvero bello, ogni camera aveva un design diverso ispirato ad un film), ci si preparava e aspettando tutti c’era sempre chi suonava la chitarra o giocava alla play o cucinava nella sala comune. Prendevamo l’autobus per raggiungere l’università (un po’ fuori dal centro, ma vicina all’oceano), facevamo lezione con diversi professionisti del settore, portoghesi o stranieri a seconda del tema della giornata, fino ad ora di pranzo. era una summer school di 10 giorni quindi le lezioni erano distribuite in modo da lasciarci quasi tutti i pomeriggi liberi. Poi tornavamo in hotel e facevamo sightseeing o andavamo in spiaggia, o in visita alle cantine del porto o una delle altre attività che avevano organizzato i ragazzi del direttivo, cena in uno dei ristoranti convenzionati e solitamente la sera ci portavano in qualche discoteca o ci facevano fare pub crawling. Ognuno era libero di tornare quando preferiva, sapendo che al mattino ci sarebbe stata nuovamente lezione.

Una delle attività collaterali: lezioni di surf!

 

Quale insegnamento importante ti sei portata a casa? E quale ricordo memorabile?

Ho conosciuto delle persone meravigliose con cui sono ancora in contatto. È stato bello anche realizzare di avere in comune “la vita dello studente di giurisprudenza” con persone così diverse da me e con culture così distanti dalla mia.

Chiara per le vie di Porto

Come pensi ti abbia arricchito quest’esperienza?

A livello accademico sicuramente mi ha consentito di migliorare il mio livello di inglese, e mi ha dato una buona infarinatura su alcuni temi che una volta tornata a Trento ho voluto approfondire. A livello umano mi ha fatto conoscere delle persone bellissime e piene di voglia di fare, e con alcune di queste ci sono poi state delle reunion in varie parti d’Europa. mi ha anche fatta innamorare della città di Porto che sento di aver vissuto appieno, e molto di più di quanto avrei potuto fare andandoci in vacanza. Inoltre, proprio grazie a questa esperienza ho deciso di impegnarmi maggiormente all’interno di ELSA una volta tornata a Trento, entrando nel direttivo.

Uno scorcio dell’architettura di Porto

 

La consiglieresti?

Assolutamente sì.

 

Ringraziamo Chiara e vi ricordiamo che la scadenza per le candidature è domenica 22 aprile! Scoprite tutte le destinazioni alla pagina dedicata!

admin

Testimonianza: Elena alla SELS in Diplomacy and Law

Si chiudono domenica 22 aprile le candidature alle Summera ELSA Law Schools, fantastiche opportunità di studio e di approfondimento all’estero per l’estate 2018.

Abbiamo quindi chiesto ad Elena Rossetto, studentessa del secondo anno, di raccontarci la sua esperienza ad una SELS nell’estate 2017, al termine del suo primo anno di studi presso la nostra università.

Elena durante le lezioni in Diplomacy & Law

Parlaci della SELS a cui hai partecipato.

Ho partecipato alla SELS in Diplomacy & Law organizzata da ELSA Rijeka, Croazia, nell’agosto 2017.

 

Perché hai scelto questa SELS?

L’ho scelta per diverse ragioni, in primo luogo la materia che si sarebbe trattata in settimana e, in secondo luogo, il periodo.

 

Com’era la giornata tipo durante questa settimana?

Si andava a lezione al mattino e si facevano le escursioni in città e dintorni nel pomeriggio.

 

Quale insegnamento importante ti sei portata a casa? E quale ricordo memorabile?

Direi che ogni paese ha qualcosa da raccontarti. E soprattutto le persone di diversi paesi hanno qualcosa da raccontarti! L’intera esperienza è stata memorabile.

Elena con l’ambasciatore croato presso la Santa Sede Neven Pelicari?

 

Come pensi ti abbia arricchito quest’esperienza?

Mi ha arricchito nel senso non solo prettamente scolastico ma direi anche sociale perché ho fatto solo un’altra vacanza studio e questo tipo di viaggi ti aprono inevitabilmente (e per fortuna)la mente.

 

La consiglieresti?

La consiglierei senz’altro anche solamente per il puro piacere di provare perché per poter dare commenti positivi e negativi di una cosa bisogna sempre testarla e mai fermarsi all’opinione degli altri.

Tutti i partecipanti alla SELS con i loro attestati di partecipazione

Ringraziamo Elena per la sua testimonianza e vi invitiamo a tenere d’occhio il nostro sito per ulteriori testimonianze nei prossimi giorni!

Per ulteriori informazioni sulle SELS, vi invitiamo ad andare a conoscere tutte le destinazioni disponibili!

admin

Open Legislation II: le testimonianze

Dopo aver messo moltissimo impegno nella realizzazione dell’Open Legislation, un evento che per il secondo anno consecutivo ha saputo catturare l’attenzione e l’interesse di numerosi studenti di giurisprudenza e non solo, abbiamo raccolto i pareri dei nostri partecipanti. A distanza di dieci giorni l’entusiasmo per questa simulazione è ancora alto, e ciò ci può solo riempire di orgoglio per il bel lavoro svolto.

 

 

Cosa pensi della simulazione?

 

Carlo Bertelli: Bellissima ed utilissima.

 

Simone Riganelli: È stata un’esperienza davvero positiva, molto stimolante e sinceramente molto divertente. Ho trovato che sia stata ben organizzata, soprattutto per quanto riguarda la divisione tra una prima fase scritta e la fase orale-dibattimentale successiva. Si è dimostrato di grande utilità l’intervento durante la simulazione stessa di specialisti di opinioni opposte (uno favorevole agli OGM e uno contrario) che hanno rimescolato tutte le carte in tavola e hanno permesso di introdurre nuovi elementi e nuovi aspetti anche durante lo svolgimento del dibattito e non soltanto a priori. Mi è piaciuto il modo in cui è stato strutturato il sistema di votazione, il sistema degli emendamenti e la possibilità di fare alleanze, più in generale posso dire di aver apprezzato molto la parte tecnica.

 

Riccardo Calvara: Penso che definire “Open Legislation” un’esperienza interessante sia assolutamente riduttivo. La simulazione che ci è stata proposta credo abbia il merito di saper rintracciare in maniera pregevole i target che l’idea di formazione 2.0 si propone di perseguire. “Open Legislation” punta così ad addivenire un coacervo inclusivo di competenze come il problem-solving, il team-working e lo sviluppo della leadership, proponendo la scrittura di una proposta di legge, mira inoltre a garantire l’approfondimento di una tematica quanto mai attuale come quella degli O.G.M., tastando un terreno ispido, fatto di falsi miti e considerazione fallaci e spesso infondate, dettate dalla poca conoscenza del fenomeno e da un immotivato scetticismo. Sullo sfondo, una notevole attenzione per la capacità di redazione di un testo di legge (e, per le competenze del giurista) oltreché un considerevole momento di apprendimento o ripasso della prassi parlamentare e delle assemblee elettive in generale.

 

Irene Fregonese: La simulazione è stata, rispetto all’esperienza dello scorso anno, molto piena: il tema era tanto attuale quanto complesso, ognuno di noi ha fatto del suo meglio per approfondirlo a dovere e calarsi nei ruoli prefissati; con un velo di ironia devo ammettere che a tratti è stata una ricostruzione molto fedele a quanto avviene ogni giorno in Parlamento.

 

Davide Cattani: La simulazione è stata un’esperienza stimolante, costruttiva e grazie alla quale è stato possibile discutere le proprie idee confrontandole con gli altri partecipanti.

 

Silvia Ciacchi: La simulazione é stata un’esperienza assolutamente positiva ed istruttiva. Molto utile per capire come funzionano di preciso le dinamiche parlamentari e a capire meglio come i nostri deputati, nella loro vita lavorativa abituale, affrontano la stesura e l’approvazione di una legge.

 

Roberto Palumbo: Ho trovato la simulazione un’occasione interessante per confrontarsi e per toccare con mano come opera una commissione parlamentare in sede deliberante. Le varie discussioni, i vari dibattiti, le posizioni e le negoziazioni tra parlamentari. Ho potuto verificare quello che teoricamente già sapevo…ossia la complessità che sta dietro gli organi rappresentativi. I bilanciamenti tra minoranza e maggioranza, il ruolo della presidenza ecc. Ritengo che esperienze del genere siano sempre più necessarie per la formazione del giurista e non. Purtroppo in Italia siamo molto legati ad una formazione di tipo teorico e trascuriamo l’aspetto pratico. Cosa che in tutta Europa all’incirca non viene fatto…sono esperienze alquanto formative e divertenti. In grado di far sviluppare le proprie social skills e di far mettere in pratica ciò che si studia sui manuali.

 

Silvia Cesa Bianchi: La simulazione mi è piaciuta moltissimo, anche per la durata e gli orari che assorbono  completamente e ti fanno apprezzare sia l’esperienza che la compagnia. Ho anche apprezzato moltissimo che chi doveva sostenere posizioni anche estreme è sempre riuscito a mantenere vivo il dibattito ed essere una controparte estremamente agguerrita. Io sono del primo anno e non ho avuto difficoltà a partecipare pur sapendo molto poco in fatto di diritto parlamentare. Quindi di certo è un progetto che si adatta anche a persone di altre facoltà.

 

Giovanni Di Matteo: La simulazione è stata un’esperienza molto formativa, soprattutto per il fatto di aver avuto la possibilità di calarmi all’interno delle dinamiche politiche e di rapportarmi con la complessità dell’iter legislativo.

 

Matteo Filippi: La simulazione secondo me è perfettamente riuscita nel suo scopo. In particolare anche l ambiante in cui è stata svolta, la sala Lenzi del palazzo della Provincia, ha contribuito a creare un atmosfera “istituzionale” aiutando tutti i partecipanti a calarsi nella parte. Penso che l attività che abbiamo svolto poco si discosta da ciò che avviene realmente nelle istituzioni pubbliche.

 

Camilla Rognoni: Evento appassionante, bello e divertente. È stato interessante vivere da vicine alcune dinamiche studiate solo da lontano, nei libri di testo.

 

 

Come è stato confrontarsi e rapportarsi con i tuoi colleghi? 

 

Carlo: Molto intrigante e positivo per migliorare la propria capacità comunicativa e di collaborazione.

 

Simone: È stato molto interessante: sia per quanto riguarda i miei compagni di partito che i miei avversari in Parlamento. La mia situazione con i miei compagni di partito era particolare perché facevo parte di un gruppo numeroso all’interno del quale c’era una minoranza, quindi sin dalla stesura del disegno di legge il nostro progetto doveva venire incontro sia alle esigenze della maggioranza interna al partito, della quale io ero un esponente, sia alle esigenze della minoranza. Durante il dibattito parlamentare il confronto con gli avversari è stato veramente positivo e molto divertente soprattutto perché mi sono confrontato con studenti dalla spiccata personalità e con degli ottimi oratori in grado di organizzare bene i loro discorsi e capaci di cogliere ogni tentennamento dell’avversario, per farne poi un punto a proprio favore. Da questo punto di vista il confronto più stimolante l’ho avuto con On. Marco Interdonato e con On. Irene Fregonese.

 

Riccardo: Il momento del confronto e del dialogo con i colleghi coinvolti in “Open Legislation” è senza dubbio il momento più costruttivo dell’intera simulazione. Poche occasioni come questa offrono la possibilità di coltivare dei rapporti umani interessanti da più punti di vista. Partendo dal primo momento della stesura della proposta di legge. Il lavoro di gruppo, il confidare nelle potenzialità e nel prodotto altrui, credo sia un passo importante nella crescita di ognuno di noi. In commissione, la capacità dialogica, di confronto, di dialettica e persuasione viene di fatti da sé. Ma ciò che mi preme sottolineare è il rapporto di stima e di amicizia che è rimasto tra molti di noi partecipanti al di là della simulazione in aula. Molti, da completi sconosciuti, si sono scambiati numeri e contatti, ci sono stati diversi e molto belli momenti di condivisione fuori dal contesto “istituzionale”, meritevoli di altri spazi per poter essere raccontati.

 

Irene: I rapporti con i colleghi non sono sempre stati buoni. Ho avuto piacere di confrontarmi con persone molto preparate, aperte e attente; purtroppo però quest’anno ho notato anche molto protagonismo da parte di alcuni soggetti, tronfi e boriosi, più interessati a mettere in luce se stessi che non la questione degli organismi geneticamente modificati…Del resto, come ho detto precedentemente, è anche quanto avviene nella realtà.

 

Davide: Il confronto è stato costruttivo, mi ha dato modo di conoscere nuove persone e, anche grazie alle opinioni dei miei colleghi, mi è stato possibile crescere e rivalutare alcune posizioni. Mi dispiace tuttavia che alcuni partecipanti abbiano trasposto alcune fisiologiche divergenze di opinioni in fastidiosi attriti e antipatie.

 

Silvia C.: È stato sicuramente divertente dal punto di vista del “gioco di ruolo” che é andato a crearsi grazie anche alla completa immedesimazione dei partecipanti nell’ ideologia di partito assegnata e nel ruolo di parlamentare. Tutti sono stati molto professionali e questo ha contribuito a rendere l’esperienza stimolante.

 

Roberto: L’ho trovato positivo e interessante. Essendo una simulazione è necessario “abbandonare” le convinzioni personali sull’argomento ( OGM in questo caso) e cercare di far proprie quelle che ti venivano assegnate. Questo aiuta molto, a mio avviso, a sviluppare un pensiero critico proprio e a mettere al vaglio le prioprie idee. Oppure ad informarsi in modo serio qualora non si abbia un’idea definita in merito. In un periodo di fake news e di risposte facili ed acritiche, non può che essere accolto con positività.

 

Silvia C. B.: Per i colleghi è stato anche molto piacevole, sono appena arrivata qui a Trento ma mi sono sentita inclusa da tutti e il mio lavoro è stato apprezzato o confrontato alla pari di ragazzi più grandi e più esperti.

 

Giovanni: Certo che sì, è un’esperienza che ha dell’incredibile, soprattutto in considerazione del fatto che si ha la possibilità di conoscere nuove persone con cui consolidare rapporti innanzitutto politici, ma anche validi per il futuro, fuori dall’aula di commissione.

 

Matteo: Il confronto con i miei colleghi è stato interessante e stimolante. Sono stato molto sorpreso dall’impegno che hanno messo tutti i partecipanti nell interpretare la propria parte, mettendosi in gioco tutti nella fase dibattimentale. Nessuno si è iscritto a questa simulazione solo per avere 2 crediti e pranzi gratis, ma tutti hanno partecipato attivamente. In questa occasione ho anche avuto modo di conoscere  molte nuove persone con le quali ho tenuto i contatti.

 

Camilla: È stato molto stimolante confrontarsi con altri ragazzi con idee diverse dalle proprie e riuscire a lavorare bene in gruppo per portare a termine un risultato comune.

 

 

Consiglieresti quest’esperienza?

 

Carlo: Assolutamente sì!

 

Simone: Assolutamente! Come ho detto prima molto ben organizzata e molto divertente. I miei complimenti vanno in particolar modo a Valentino Inama e a Gianluca Bertani, che l’hanno ideata, ma anche a tutti i membri di Elsa Trento che si sono impegnati per renderla il più perfetta possibile in entrambe le edizioni.

 

Riccardo: Esperienza da cogliere al volo. Specie se si è interessati alle dinamiche politiche e parlamentari, “Open Legislation”, offre la possibilità di misurarsi con una realtà, molto ben riprodotta, ma che non si limita solo a questo, come detto prima. Per me è stata l’occasione della conferma di una mia propensione, per altri la scoperta di una nuova sfaccettatura da scoprire.

 

Irene: Assolutamente sì! Occasioni di confronto e dialogo su temi di estrema attualità sono importantissime e da non perdere!

 

Davide: La consiglio a chiunque desideri mettersi in gioco, a patto però che il tutto non venga preso con eccessiva serietà dal punto di vista personale.

 

Silvia C.: Sicuramente sì, è un’opportunità molto interessante e valida sia per giuristi che non.

 

Roberto: Consiglio tantissimo a chi non ha mai provato un’esperienza simile di cimentarsi. Sia per rendere vivo e dinamico ciò che si studia sui testi universitari, sia per sperimentare un nuovo modo di imparare e di studiare. Creativo, dinamico, divertente e che punta sul lavoro e la cooperazione di gruppo.

 

Silvia C. B.: La consiglierei sicuramente, anche se gli argomenti possono sembrare complessi, non bisogna scoraggiarsi perché sia il supporto dei colleghi, sia l’intervento degli esperti chiariscono le idee e lasciano molto su cui riflettere anche dopo la fine dell’esperienza. E se ti tocca rappresentare la Lega… è un buon esercizio di sofistica!

 

Giovanni: Confrontarsi con i colleghi è senz’altro un’esperienza stimolante, in quanto si riesce a creare una complicità che permette di imparare dagli altri e con gli altri creare qualcosa di importante. Insomma, l’unione fa la forza, come si suole dire!

 

Matteo: Sicuramente consiglierei questa esperienza. Mi ha aiutato a capire meglio il contesto politico in cui viviamo, fatto dal pluralismo dei partiti che impedisce il formarsi di solide maggioranze e costringe a ricercare il compromesso tra tutte le forze politiche. Spesso da questo compromesso ne escono disegni di legge completamente stravolti come è accaduto nella nostra simulazione. Vivere in prima persona queste dinamiche può rendere le persone più consapevoli riguardo la politica nel nostro paese.

 

Camilla: Assolutamente sì. Dirò la verità: all’inizio ero un po’ scettica, ma mi è bastato vivere la prima giornata per ricredermi totalmente.

admin

Testimonianza: Leonardo alla Delegation all’UNESCO

Scadono tra poche ore le candidature alle Delegations ELSA! Per eliminare gli ultimi vostri dubbi, vi proponiamo oggi la testimonianza di Leonardo.

 

Leonardo, primo da sinistra, con i suoi colleghi di delegation

A quale delegation hai partecipato?

Ho partecipato alla delegation Elsa durante la 39esima conferenza generale dell’UNESCO.

Perché hai deciso di candidarti come delegato ELSA?

Ho deciso di candidarmi per via del mio interesse per la tutela internazionale del patrimonio culturale: ho pensato che vedere come lavora un’agenzia delle Nazioni Unite sarebbe potuto essermi utile.

Com’è la giornata tipo del delegato ELSA?

La giornata tipo del delegato può essere molto varia: seguire i lavori dell’organizzazione, frequentare le attività collaterali dell’ente, incontrare rappresentanti di Stati membri o NGO.

Qual è stata la sfida più grande che hai affrontato durante quest’esperienza?

La sfida più importante è stata quella di infrangere la barriera della timidezza e cominciare a parlare con più persone possibili. Ogni incontro è prezioso.

Come credi che quest’esperienza possa influenzare il tuo futuro?

Sicuramente mi ha dato molta ispirazione e mi ha permesso di cogliere nuovi spunti per i miei studi. Inoltre ho collezionato importanti contatti che spero di poter spendere in futuro.

Come ti sei organizzato per gli aspetti più logistici?

Trasporto e alloggi sono a carico del delegato, ho avuto la fortuna di dormire a casa di mia sorella a Parigi. 

Sicuramente è un’esperienza che consiglio caldamente a tutti!

 

Per ulteriori informazioni e leggere tutte le testimonianze degli studenti di Trento, visitate la nostra pagina dedicata. Correte ad inviare la vostra candidatura!!

admin

Testimonianza: Camilla alla Delegation sui popoli indigeni

Si chiudono domani le candidature per le ELSA Delegations presso numerose istituzioni internazionali. Per fornirvi ulteriori informazioni in merito a questa fantastica opportunità, vi offriamo oggi una nuova testimonianza. Questa volta è il turno di Camilla Perotti, che ad aprile 2017, in qualità di socio “semplice” di ELSA Trento, ha partecipato al Forum sui popoli indigeni presso il Quartier Generale dell’ONU a New York City.

Camilla, seconda da sinistra, con i suoi colleghi di delegazione.

A quale delegation hai partecipato?
Ho assistito alla 16 sessione del Forum sui Popoli Indigeni a New York, ad aprile 2017.

Perché hai deciso di candidarti come delegato ELSA?
Aspirando a lavorare un giorno in campo diplomatico, volevo vedere in prima persona come si svolgono i lavori presso un’organizzazione internazionale. Inoltre scelsi questa specifica istituzione perché mi ero molto interessata alla questione dello sviluppo sostenibile durante le lezioni di Diritto delle istituzioni internazionali, e la tutela dei diritti delle popolazioni indigene occupa un ruolo molto importante all’interno dell’Agenda 2030.
Si trattava, in realtà, della mia se onda candidatura, in quanto la prima non era andata a buon fine. Pensavo che per essere selezionati fosse quindi necessario un maggior coinvolgimento nelle attività del direttivo ELSA, ma quando fui effettivamente selezionata mi venne spiegato che ogni delegazione è solitamente formata da metà soci e metà membri dei direttivi locali. Non bisogna quindi lasciarsi spaventare dalle tante domande sul proprio impegno all’interno di ELSA che vengono poste in sede di candidatura, perché la possibilità è data veramente a tutti.

Com’è la giornata tipo del delegato ELSA?
Ci ritrovavamo la mattina all’entrata del Palazzo di vetro. A seconda dell’orario della giornata potevamo poi decidere se presenziare alle sedute plenarie o partecipare ad uno dei tanti side event. Questi ultimi, in particolare, erano un’occasione per vedere ciò che varie ONG o le agenzie ONU fanno incontrerò er difendere i diritti dei popoli indigeni e per preservare le molte conoscenze in campo ambientale, sanitario, ecc. che questi popoli hanno sviluppato in secoli, nonché le loro tradizioni. Questa sessione era inoltre caratterizzata da vari colori e costumi: molti rappresentanti delle popolazioni indigene di tutto il mondo si erano infatti presentati indossando i propri costumi tradizionali. Le varie sedute terminavano generalmente verso le 19 e noi delegati andavamo poi in centro per cenare e vivere un po’ le notti newyorkesi.

Qual è stata la sfida più grande che hai affrontato durante quest’esperienza?
Uno degli scopi delle Delegations è fornire un’occasione ai membri ELSA di iniziare a creare network di un certo livello, che potrebbe tornare in futuro. Ma nella realtà non è stato inizialmente facile avvicinare rappresentati di importanti ONG o di agenzie ONU con il mio bigliettino da visita di umile studentessa di giurisprudenza. Ma ho poi notato che tutti erano molto interessati al nostro ruolo lì come rappresentanti ELSA ed al nostro interesse per quest’ambito così particolare e specifico.

Come credi che quest’esperienza possa influenzare il tuo futuro?
Sicuramente quest’esperienza mi ha aiutata a comprendere meglio in quali ambiti io voglia concentrarmi nello studio del diritto e in una futura carriera internazionale. Vedere il diritto internazionale in uso mi ha fatto inoltre sicuramente spronato a lavorare sodo nella mia formazione universitaria per intraprendere il prima possibile una carriera in ambito internazionale.

Come ti sei organizzato per gli aspetti più logistici?
Un’esperienza a New York sicuramente spaventa per i costi, dato che ELSA Italia non copre né viaggio, né alloggio, né vitto. Ma essendo aprile comunque bassa stagione, con meno di 400€ mi sono assicurata un biglietto di andata e ritorno ed avevo trovato un ostello nel Queens (il Q4 Hotel) che grazia alla sua vicinanza alla stazione della metro mi permetteva di essere in 20 minuti alle Nazioni Unite.

Ringraziamo Camilla per il suo contributo e vi invitiamo a correre ad inviare la vostra candidatura a questo link:

Open calls – march

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I diari dell’Open Legislation. Day 3: la premiazione

Il terzo giorno l’Open Legislation è arrivato a conclusione. Il comitato scientifico si è riunito in camera di consiglio per decidere a chi attribuire i titoli di miglior parlamentare, miglior oratore e miglior disegno di legge.

                                                                                    I partecipanti della II Open Legislation

 

Dopo attenta considerazione di tutti gli aspetti della simulazione parlamentare il comitato ha deciso di premiare come miglior oratore, Mattia Cutolo; come miglior parlamentare Marco Interdonato, e, infine, il Partito dei Giovani Moderati composto da Simone Riganelli, Roberto Palumbo,  Carlo Bertelli e Giovanni Di Matteo ha vinto il premio per il miglior disegno di legge.

Mattia Cutolo, Miglior Oratore

Dopo le congratulazioni e le foto di rito è calato il sipario sulla seconda edizione della simulazione parlamentare che anche quest’anno ha visto una forte partecipazione.

Le richieste pervenute al comitato organizzativo della manifestazione sono state numerose e gli studenti selezionati si sono rivelati pieni di entusiasmo per questa iniziativa.

L’argomento preso in esame in questa sessione di lavori parlamentari ha sicuramente destato la curiosità di molti poiché gli organismi geneticamente modificati (OGM) restano un tema controverso, che unisce diversi settori di studio, da quello scientifico a quello economico, passando per il necessario apporto giuridico dovuto alla loro regolamentazione. I partecipanti infatti provenivano da diverse facoltà e i contributi apportati da studenti di fisica, biologia o economia hanno permesso di prendere in considerazione i vari aspetti della questione, che è stata analizzata cercando di costruire un dibattito di ampio respiro.

Marco Interdonato, Miglior Parlamentare

Proprio per questa attenzione alle tante problematiche degli OGM gli organizzatori hanno deciso di richiedere l’intervento, durante il primo giorno, di esperti del settore: Prof. Gianni Tamino, professore emerito di Biologia all’ UNIPD e la Prof.ssa Maria Stella Grando, professoressa associata di genetica agraria dell’UNITN e ricercatrice.

Gli aspiranti parlamentari hanno potuto quindi beneficiare della loro competenza all’inizio dei lavori ed unire alle loro conoscenze pregresse ulteriori elementi tecnici necessari per permettere una discussione attenta ed efficace.

I vincitori per il miglior disegno di legge e il miglior parlamentare

Il dibattito è entrato nel vivo il secondo giorno ed i ragazzi si sono potuti confrontare con la complessità dell’iter legislativo. Difatti la simulazione, per quanto breve, mostra agli studenti le varie fasi che portano all’emanazione di una legge: dal progetto iniziale di cui si occupano i vari gruppi all’approvazione in parlamento mediante l’incontro-scontro delle varie posizioni politiche.

Eventi come questo hanno il merito di far comprendere il funzionamento di meccanismi non facili da decodificare, attraverso un gioco in cui tutti i partecipanti sono parte attiva, nonostante l’ovvia inesperienza nel settore.

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