• trento@it.elsa.org

Category ArchiveOPEN LEGISLATION

Open Legislation II: le testimonianze

Dopo aver messo moltissimo impegno nella realizzazione dell’Open Legislation, un evento che per il secondo anno consecutivo ha saputo catturare l’attenzione e l’interesse di numerosi studenti di giurisprudenza e non solo, abbiamo raccolto i pareri dei nostri partecipanti. A distanza di dieci giorni l’entusiasmo per questa simulazione è ancora alto, e ciò ci può solo riempire di orgoglio per il bel lavoro svolto.

 

 

Cosa pensi della simulazione?

 

Carlo Bertelli: Bellissima ed utilissima.

 

Simone Riganelli: È stata un’esperienza davvero positiva, molto stimolante e sinceramente molto divertente. Ho trovato che sia stata ben organizzata, soprattutto per quanto riguarda la divisione tra una prima fase scritta e la fase orale-dibattimentale successiva. Si è dimostrato di grande utilità l’intervento durante la simulazione stessa di specialisti di opinioni opposte (uno favorevole agli OGM e uno contrario) che hanno rimescolato tutte le carte in tavola e hanno permesso di introdurre nuovi elementi e nuovi aspetti anche durante lo svolgimento del dibattito e non soltanto a priori. Mi è piaciuto il modo in cui è stato strutturato il sistema di votazione, il sistema degli emendamenti e la possibilità di fare alleanze, più in generale posso dire di aver apprezzato molto la parte tecnica.

 

Riccardo Calvara: Penso che definire “Open Legislation” un’esperienza interessante sia assolutamente riduttivo. La simulazione che ci è stata proposta credo abbia il merito di saper rintracciare in maniera pregevole i target che l’idea di formazione 2.0 si propone di perseguire. “Open Legislation” punta così ad addivenire un coacervo inclusivo di competenze come il problem-solving, il team-working e lo sviluppo della leadership, proponendo la scrittura di una proposta di legge, mira inoltre a garantire l’approfondimento di una tematica quanto mai attuale come quella degli O.G.M., tastando un terreno ispido, fatto di falsi miti e considerazione fallaci e spesso infondate, dettate dalla poca conoscenza del fenomeno e da un immotivato scetticismo. Sullo sfondo, una notevole attenzione per la capacità di redazione di un testo di legge (e, per le competenze del giurista) oltreché un considerevole momento di apprendimento o ripasso della prassi parlamentare e delle assemblee elettive in generale.

 

Irene Fregonese: La simulazione è stata, rispetto all’esperienza dello scorso anno, molto piena: il tema era tanto attuale quanto complesso, ognuno di noi ha fatto del suo meglio per approfondirlo a dovere e calarsi nei ruoli prefissati; con un velo di ironia devo ammettere che a tratti è stata una ricostruzione molto fedele a quanto avviene ogni giorno in Parlamento.

 

Davide Cattani: La simulazione è stata un’esperienza stimolante, costruttiva e grazie alla quale è stato possibile discutere le proprie idee confrontandole con gli altri partecipanti.

 

Silvia Ciacchi: La simulazione é stata un’esperienza assolutamente positiva ed istruttiva. Molto utile per capire come funzionano di preciso le dinamiche parlamentari e a capire meglio come i nostri deputati, nella loro vita lavorativa abituale, affrontano la stesura e l’approvazione di una legge.

 

Roberto Palumbo: Ho trovato la simulazione un’occasione interessante per confrontarsi e per toccare con mano come opera una commissione parlamentare in sede deliberante. Le varie discussioni, i vari dibattiti, le posizioni e le negoziazioni tra parlamentari. Ho potuto verificare quello che teoricamente già sapevo…ossia la complessità che sta dietro gli organi rappresentativi. I bilanciamenti tra minoranza e maggioranza, il ruolo della presidenza ecc. Ritengo che esperienze del genere siano sempre più necessarie per la formazione del giurista e non. Purtroppo in Italia siamo molto legati ad una formazione di tipo teorico e trascuriamo l’aspetto pratico. Cosa che in tutta Europa all’incirca non viene fatto…sono esperienze alquanto formative e divertenti. In grado di far sviluppare le proprie social skills e di far mettere in pratica ciò che si studia sui manuali.

 

Silvia Cesa Bianchi: La simulazione mi è piaciuta moltissimo, anche per la durata e gli orari che assorbono  completamente e ti fanno apprezzare sia l’esperienza che la compagnia. Ho anche apprezzato moltissimo che chi doveva sostenere posizioni anche estreme è sempre riuscito a mantenere vivo il dibattito ed essere una controparte estremamente agguerrita. Io sono del primo anno e non ho avuto difficoltà a partecipare pur sapendo molto poco in fatto di diritto parlamentare. Quindi di certo è un progetto che si adatta anche a persone di altre facoltà.

 

Giovanni Di Matteo: La simulazione è stata un’esperienza molto formativa, soprattutto per il fatto di aver avuto la possibilità di calarmi all’interno delle dinamiche politiche e di rapportarmi con la complessità dell’iter legislativo.

 

Matteo Filippi: La simulazione secondo me è perfettamente riuscita nel suo scopo. In particolare anche l ambiante in cui è stata svolta, la sala Lenzi del palazzo della Provincia, ha contribuito a creare un atmosfera “istituzionale” aiutando tutti i partecipanti a calarsi nella parte. Penso che l attività che abbiamo svolto poco si discosta da ciò che avviene realmente nelle istituzioni pubbliche.

 

Camilla Rognoni: Evento appassionante, bello e divertente. È stato interessante vivere da vicine alcune dinamiche studiate solo da lontano, nei libri di testo.

 

 

Come è stato confrontarsi e rapportarsi con i tuoi colleghi? 

 

Carlo: Molto intrigante e positivo per migliorare la propria capacità comunicativa e di collaborazione.

 

Simone: È stato molto interessante: sia per quanto riguarda i miei compagni di partito che i miei avversari in Parlamento. La mia situazione con i miei compagni di partito era particolare perché facevo parte di un gruppo numeroso all’interno del quale c’era una minoranza, quindi sin dalla stesura del disegno di legge il nostro progetto doveva venire incontro sia alle esigenze della maggioranza interna al partito, della quale io ero un esponente, sia alle esigenze della minoranza. Durante il dibattito parlamentare il confronto con gli avversari è stato veramente positivo e molto divertente soprattutto perché mi sono confrontato con studenti dalla spiccata personalità e con degli ottimi oratori in grado di organizzare bene i loro discorsi e capaci di cogliere ogni tentennamento dell’avversario, per farne poi un punto a proprio favore. Da questo punto di vista il confronto più stimolante l’ho avuto con On. Marco Interdonato e con On. Irene Fregonese.

 

Riccardo: Il momento del confronto e del dialogo con i colleghi coinvolti in “Open Legislation” è senza dubbio il momento più costruttivo dell’intera simulazione. Poche occasioni come questa offrono la possibilità di coltivare dei rapporti umani interessanti da più punti di vista. Partendo dal primo momento della stesura della proposta di legge. Il lavoro di gruppo, il confidare nelle potenzialità e nel prodotto altrui, credo sia un passo importante nella crescita di ognuno di noi. In commissione, la capacità dialogica, di confronto, di dialettica e persuasione viene di fatti da sé. Ma ciò che mi preme sottolineare è il rapporto di stima e di amicizia che è rimasto tra molti di noi partecipanti al di là della simulazione in aula. Molti, da completi sconosciuti, si sono scambiati numeri e contatti, ci sono stati diversi e molto belli momenti di condivisione fuori dal contesto “istituzionale”, meritevoli di altri spazi per poter essere raccontati.

 

Irene: I rapporti con i colleghi non sono sempre stati buoni. Ho avuto piacere di confrontarmi con persone molto preparate, aperte e attente; purtroppo però quest’anno ho notato anche molto protagonismo da parte di alcuni soggetti, tronfi e boriosi, più interessati a mettere in luce se stessi che non la questione degli organismi geneticamente modificati…Del resto, come ho detto precedentemente, è anche quanto avviene nella realtà.

 

Davide: Il confronto è stato costruttivo, mi ha dato modo di conoscere nuove persone e, anche grazie alle opinioni dei miei colleghi, mi è stato possibile crescere e rivalutare alcune posizioni. Mi dispiace tuttavia che alcuni partecipanti abbiano trasposto alcune fisiologiche divergenze di opinioni in fastidiosi attriti e antipatie.

 

Silvia C.: È stato sicuramente divertente dal punto di vista del “gioco di ruolo” che é andato a crearsi grazie anche alla completa immedesimazione dei partecipanti nell’ ideologia di partito assegnata e nel ruolo di parlamentare. Tutti sono stati molto professionali e questo ha contribuito a rendere l’esperienza stimolante.

 

Roberto: L’ho trovato positivo e interessante. Essendo una simulazione è necessario “abbandonare” le convinzioni personali sull’argomento ( OGM in questo caso) e cercare di far proprie quelle che ti venivano assegnate. Questo aiuta molto, a mio avviso, a sviluppare un pensiero critico proprio e a mettere al vaglio le prioprie idee. Oppure ad informarsi in modo serio qualora non si abbia un’idea definita in merito. In un periodo di fake news e di risposte facili ed acritiche, non può che essere accolto con positività.

 

Silvia C. B.: Per i colleghi è stato anche molto piacevole, sono appena arrivata qui a Trento ma mi sono sentita inclusa da tutti e il mio lavoro è stato apprezzato o confrontato alla pari di ragazzi più grandi e più esperti.

 

Giovanni: Certo che sì, è un’esperienza che ha dell’incredibile, soprattutto in considerazione del fatto che si ha la possibilità di conoscere nuove persone con cui consolidare rapporti innanzitutto politici, ma anche validi per il futuro, fuori dall’aula di commissione.

 

Matteo: Il confronto con i miei colleghi è stato interessante e stimolante. Sono stato molto sorpreso dall’impegno che hanno messo tutti i partecipanti nell interpretare la propria parte, mettendosi in gioco tutti nella fase dibattimentale. Nessuno si è iscritto a questa simulazione solo per avere 2 crediti e pranzi gratis, ma tutti hanno partecipato attivamente. In questa occasione ho anche avuto modo di conoscere  molte nuove persone con le quali ho tenuto i contatti.

 

Camilla: È stato molto stimolante confrontarsi con altri ragazzi con idee diverse dalle proprie e riuscire a lavorare bene in gruppo per portare a termine un risultato comune.

 

 

Consiglieresti quest’esperienza?

 

Carlo: Assolutamente sì!

 

Simone: Assolutamente! Come ho detto prima molto ben organizzata e molto divertente. I miei complimenti vanno in particolar modo a Valentino Inama e a Gianluca Bertani, che l’hanno ideata, ma anche a tutti i membri di Elsa Trento che si sono impegnati per renderla il più perfetta possibile in entrambe le edizioni.

 

Riccardo: Esperienza da cogliere al volo. Specie se si è interessati alle dinamiche politiche e parlamentari, “Open Legislation”, offre la possibilità di misurarsi con una realtà, molto ben riprodotta, ma che non si limita solo a questo, come detto prima. Per me è stata l’occasione della conferma di una mia propensione, per altri la scoperta di una nuova sfaccettatura da scoprire.

 

Irene: Assolutamente sì! Occasioni di confronto e dialogo su temi di estrema attualità sono importantissime e da non perdere!

 

Davide: La consiglio a chiunque desideri mettersi in gioco, a patto però che il tutto non venga preso con eccessiva serietà dal punto di vista personale.

 

Silvia C.: Sicuramente sì, è un’opportunità molto interessante e valida sia per giuristi che non.

 

Roberto: Consiglio tantissimo a chi non ha mai provato un’esperienza simile di cimentarsi. Sia per rendere vivo e dinamico ciò che si studia sui testi universitari, sia per sperimentare un nuovo modo di imparare e di studiare. Creativo, dinamico, divertente e che punta sul lavoro e la cooperazione di gruppo.

 

Silvia C. B.: La consiglierei sicuramente, anche se gli argomenti possono sembrare complessi, non bisogna scoraggiarsi perché sia il supporto dei colleghi, sia l’intervento degli esperti chiariscono le idee e lasciano molto su cui riflettere anche dopo la fine dell’esperienza. E se ti tocca rappresentare la Lega… è un buon esercizio di sofistica!

 

Giovanni: Confrontarsi con i colleghi è senz’altro un’esperienza stimolante, in quanto si riesce a creare una complicità che permette di imparare dagli altri e con gli altri creare qualcosa di importante. Insomma, l’unione fa la forza, come si suole dire!

 

Matteo: Sicuramente consiglierei questa esperienza. Mi ha aiutato a capire meglio il contesto politico in cui viviamo, fatto dal pluralismo dei partiti che impedisce il formarsi di solide maggioranze e costringe a ricercare il compromesso tra tutte le forze politiche. Spesso da questo compromesso ne escono disegni di legge completamente stravolti come è accaduto nella nostra simulazione. Vivere in prima persona queste dinamiche può rendere le persone più consapevoli riguardo la politica nel nostro paese.

 

Camilla: Assolutamente sì. Dirò la verità: all’inizio ero un po’ scettica, ma mi è bastato vivere la prima giornata per ricredermi totalmente.

I diari dell’Open Legislation. Day 3: la premiazione

Il terzo giorno l’Open Legislation è arrivato a conclusione. Il comitato scientifico si è riunito in camera di consiglio per decidere a chi attribuire i titoli di miglior parlamentare, miglior oratore e miglior disegno di legge.

                                                                                    I partecipanti della II Open Legislation

 

Dopo attenta considerazione di tutti gli aspetti della simulazione parlamentare il comitato ha deciso di premiare come miglior oratore, Mattia Cutolo; come miglior parlamentare Marco Interdonato, e, infine, il Partito dei Giovani Moderati composto da Simone Riganelli, Roberto Palumbo,  Carlo Bertelli e Giovanni Di Matteo ha vinto il premio per il miglior disegno di legge.

Mattia Cutolo, Miglior Oratore

Dopo le congratulazioni e le foto di rito è calato il sipario sulla seconda edizione della simulazione parlamentare che anche quest’anno ha visto una forte partecipazione.

Le richieste pervenute al comitato organizzativo della manifestazione sono state numerose e gli studenti selezionati si sono rivelati pieni di entusiasmo per questa iniziativa.

L’argomento preso in esame in questa sessione di lavori parlamentari ha sicuramente destato la curiosità di molti poiché gli organismi geneticamente modificati (OGM) restano un tema controverso, che unisce diversi settori di studio, da quello scientifico a quello economico, passando per il necessario apporto giuridico dovuto alla loro regolamentazione. I partecipanti infatti provenivano da diverse facoltà e i contributi apportati da studenti di fisica, biologia o economia hanno permesso di prendere in considerazione i vari aspetti della questione, che è stata analizzata cercando di costruire un dibattito di ampio respiro.

Marco Interdonato, Miglior Parlamentare

Proprio per questa attenzione alle tante problematiche degli OGM gli organizzatori hanno deciso di richiedere l’intervento, durante il primo giorno, di esperti del settore: Prof. Gianni Tamino, professore emerito di Biologia all’ UNIPD e la Prof.ssa Maria Stella Grando, professoressa associata di genetica agraria dell’UNITN e ricercatrice.

Gli aspiranti parlamentari hanno potuto quindi beneficiare della loro competenza all’inizio dei lavori ed unire alle loro conoscenze pregresse ulteriori elementi tecnici necessari per permettere una discussione attenta ed efficace.

I vincitori per il miglior disegno di legge e il miglior parlamentare

Il dibattito è entrato nel vivo il secondo giorno ed i ragazzi si sono potuti confrontare con la complessità dell’iter legislativo. Difatti la simulazione, per quanto breve, mostra agli studenti le varie fasi che portano all’emanazione di una legge: dal progetto iniziale di cui si occupano i vari gruppi all’approvazione in parlamento mediante l’incontro-scontro delle varie posizioni politiche.

Eventi come questo hanno il merito di far comprendere il funzionamento di meccanismi non facili da decodificare, attraverso un gioco in cui tutti i partecipanti sono parte attiva, nonostante l’ovvia inesperienza nel settore.

I diari dell’Open Legislation. Day2: il vivo del dibattito

La seconda giornata delle discussioni parlamentari si è aperta con una sessione di dibattito informale in cui è stato permesso ai partiti di minoranza, che hanno visto i loro disegni di legge venire eliminati dalla competizione ieri, di commentare la situazione in aula, le coalizioni formatesi e le eventuali condizioni a cui i partiti di maggioranza si sarebbero dovuti adeguare per assicurarsi i voti di minoranza.

Ha inizialmente preso parola il partito A, il quale si è detto deluso della sconfitta ma consapevole di essere un partito di minoranza e, quindi, più facile sia da eliminare dai giochi che da soggiogare alle strategie politiche.

I disegni di legge promossi al termine della prima giornata sono stati quelli proposti dai partiti di centro sinistra e centro destra, mentre i partiti estremisti sono stati eliminati dalla competizione e costretti a pensare a quale partito affidare le proprie idee.

In particolare sono state avanzate alcune critiche riguardo all’aumento di rischi per la salute e dell’ambiente  nel caso di una liberalizzazione eccessiva delle pratiche OGM: a riguardo l’On. Bertelli ha espresso la sua propensione per la ricerca di tecnologie alternative a quelle tradizionali, come quella relativa ai procedimenti di genome editing, che permetterebbero di evitare le complicazioni derivanti dalla coltivazione di OGM tradizionalmente intesa.

“Non dobbiamo mettere limiti al progresso”, chiarisce l’On. Bertelli e, soprattutto: “ è necessario lasciare la libera scelta a piccoli-medi imprenditori in ordine al cosa e al come coltivare, con la consapevolezza che nessuna attività umana è a rischio zero. il progresso va regolamentato ma non proibito.”

Dopodichè ha preso parola la portavoce del partito B, l’On. Fregonese, la quale ha lamentato non la sconfitta subita ma la mancanza di flessibilità dimostrata dagli altri partiti, nonché dagli stessi colleghi parlamentari, nei confronti del suo partito. Il disegno di legge proposto da lei e dai suoi colleghi, Marco Interdonato e Giorgio Romagnoli, sarebbe stato eliminato non a seguito di valutazioni del merito dello scritto ma di considerazioni di ordine personale. Il suo partito sarebbe stato, anche, erroneamente considerato come contrario all’ attrebuzioni di potere alle autonomie locali: il nome adottato, “Italia sovrana”, si riferisce alla posizione euroscettica scelta dai componenti del partito e non alla volontà di privare regioni e province autonome di alcun tipo di potere. Il ddl proposto da “Italia Sovrana” non sarebbe stato letto attentamente dagli altri partiti e questo avrebbe, inevitabilmente, portato alla sua eliminazione. Conclude il suo intervento affermando che bisognerebbe concentrarsi maggiormente sul merito dei testi prodotti e meno sulla provenienza politica degli stessi.

La risposta viene dall’On. Calvara, parte di un partito di maggioranza, il quale sostiene che le scelte portate avanti il giorno prima fossero state politiche e non personali, dettate dalla necessità, insita in ogni aula parlamentare, di trovare una maggioranza di consensi intorno cui costruire e sviluppare leggi in grado di rappresentare al meglio la volontà del popolo, espressa attraverso le elezioni. Volontà che, inevitabilmente, difficilmente può trovare pieno consenso nelle proposte della minoranza, tale per una ragione.

 

Il dibattito si è animato ulteriormente grazie all’intervento dell’On. Interdonato, il quale chiude qualsiasi tipo di comunicazione o mediazione con i partiti che si sono dimostrati poco collaborativi e dialogici, dichiarandosi come non disposto ad accontentarsi di facili norme sull’etichettatura dei prodotti OGM, non sufficienti a soddisfare in pieno le istanze espresse dal popolo tramite il suo mandato parlamentare. Inutile proporre dei semplici “contentini” per i partiti di maggioranza, bisogna iniziare a trovare compromessi concreti rispetto al nucleo della discussione e non alle questioni limitrofe o accessorie.

 

L’On. Interdonato è stato, però, redarguito dal collega Bertelli, il quale gli ricorda in maniera colorita che il dibattito politico non è (e non deve trasformarsi in) ricatto, non è fondato su minacce di alcun tipo e ignorare le possibili proposte mediatiche avanzate dal partito dell’On. Calvara altro non è che un comportamento inutile e controproducente, irrispettoso del mandato parlamentare, cui l’On. Interdonato si proclama fervente credente.

 

L’idea di mandato parlamentare e dibattito viene ulteriormente elaborata dall’On. Riganelli, il quale risponde ai dubbi esposti dal collega Cattani riguardo l’utilità di un dialogo fra partiti di maggioranza e, soprattutto, fra disegni di legge, se non palesemente identici, per lo meno costruiti intorno agli stessi principi cardine, ricordando che il dibattito parlamentare è garanzia di contraddittorio, della possibilità di esprimere, valutare e discutere un’idea e il suo opposto, un divieto e la sua concessione, l’apertura dimostrata verso i possibili emendamenti verso le rispettive proposte di legge espressa dai partiti di maggioranza, non deve leggersi come l’inevitabile votazione di due progetti uguali ma come porta d’ingresso di un dialogo, nel suo significato etimologico di “discorso fra due (o più) persone”. Il confronto dialettico deve vertere anche sulle convergenze ideologiche della maggioranza, alla ricerca di una norma in grado di fungere da specchio per la popolazione, schermo il più possibile scevro da qualsiasi tipo di manipolazione politica.

 

Il dibattito è stato poi sospeso da un’audace dichiarazione avanzata dall’On. Cutolo, il quale esordisce confessando che le carte sono state scoperte, si è già deciso, tramite accordi esterni ed estranei al dibattito in aula, quale sarà il partito vincente, quale disegno di legge sarà quello eletto. “Quindi il dado è tratto”, risponde Cattani, ponendo fine alla prima fase di discussione in aula.

I lavori si sono sospesi e hanno visto partiti e parlamentari cercare consensi e coalizioni in maniera informale, animati sia dalla curiosità di comprendere a pieno il significato della dichiarazione dell’On. Cutolo che dalla volontà di ribaltare, ancora una volta, gli equilibri.

La giornata si chiude con la votazione del progetto di legge vincente, dopo l’ennesimo colpo di scena in cui il panorama previsto dal nostradamo trentino è stato vanificato da voti nulli o annullati.

I partecipanti all’opera

In politica non si può mai essere certi di nulla e, sopratutto, di nessuno. I risultati delle ultime votazioni si avranno domani, per ora non rimane che accertare la rottura degli equilibri precari: la giornata si chiude con l’ennesima affermazione dell’On. Cutolo, il quale, esce di scena dicendo: “Il potere logora solo chi non lo ha.”

I diari dell’Open Legislation. Day 1: l’apertura dei lavori

Day 1

Oggi, 19 Marzo 2018 sono iniziate, in Via Torre Verde, le sedute di simulazione parlamentare organizzate da ELSA Trento che hanno visto come partecipanti e protagonisti alcuni studenti dell’Università degli studi di Trento.

L’iniziativa si è proposta, per la prima volta, l’anno scorso, ed è stata la prima simulazione parlamentare organizzata in Italia. L’obiettivo era ed è quello di permettere agli studenti di avvicinarsi al mondo della politica e ai suoi meccanismi, applicare le nozioni sudate nelle aule nella stesura e discussione di un progetto di legge. Il tema scelto dal consiglio direttivo di ELSA è stato quello degli Organismi Geneticamente Modificati, della loro coltivazione e commercializzazione.

L’organizzazione operativa della simulazione si è sviluppata tramite la divisione dei ragazzi in partiti politici fittizi, cui è stato chiesto di redigere una proposta di legge sul tema di cui sopra e che sarebbe stato oggetto della fase più attiva della simulazione, quella del dibattito parlamentare, che è iniziato oggi e si concluderà mercoledì 21 Marzo 2018.

La seduta si è aperta ufficialmente alle ore 09:00, ma alcuni partiti erano presenti alcune manciate di minuti prima, per ultimare i loro discorsi iniziali e la loro linea politica e strategica.

La composizione dei partiti e l’avvio dei lavori

I partiti presenti sono cinque, divisi fra maggioranza e minoranza, europeisti ed euroscettici.

Si è iniziato con le presentazioni dei progetti di legge scritti dai partiti, presentati dai presidenti di partito con discorsi che hanno toccato numerose materie, dal diritto all’economia, dalla biologia all’ingegneria genetica. I partecipanti hanno dato prova, fin da subito, di essersi adeguatamente informati e preparati al confronto con forse politiche avverse, facendo ricerche sia legislative che scientifiche, cercando di capire quale fosse, esattamente, l’oggetto della discussione, ma, allo stesso modo, hanno fatto in modo di interpretare le numerose fonti reperite in modo da convincere l’aula delle proprie opinioni e posizioni.

Non sono mancati i rimandi alla Costituzione italiana e alle norme sovranazionali, in particolare quelle di origine comunitaria, contestualizzate nel tempo e nello spazio, volti ad attribuire maggiore credibilità e legittimazione alle idee sostenute dai diversi partiti, ma la macchina del diritto troppo spesso si presta ad essere variegata e multiforme, capace di dar ragione a un’idea, così come al suo opposto.

Si segnalano gli interventi del partito A da parte dell’On. Cattani, il quale ha espressamente richiamato l’articolo 9 della Carta Costituzionale con riguardo all’esigenza di tutelare la salute umana in ogni campo del sapere, scienza compresa, e dell’On. Riganelli, che ha presentato il disegno di legge proposto dal suo partito, i “giovani moderati”, tramite un racconto storico dell’evoluzione delle normative emanate dalla Comunità Europea prima e dall’Unione Europea dopo.

I parlamentari si sono anche richiamati alla necessità di seguire le volontà e le decisioni espresse dal popolo italiano, in ossequio al mandato rappresentativo cui sono investiti che non deve vederli portavoce delle loro idee personali ma dell’istanza della loro appartenenza politica, espressione di un voto democratico.

Il partito B ha espressamente fatto riferimento alla considerazione per cui il 60% della popolazione italiana si pone scetticamente e negativamente nei confronti di una possibile apertura legislativa alla coltivazione, nonché alla commercializzazione, degli OGM, tramite la presentazione dell’On. Fregonese.

Il dibattito

La Commissione parlamentare durante l’apertura dei lavori

I lavori sono entrati nel vivo al termine delle presentazione delle proposte di legge e con l’aprirsi della possibilità, per partiti e parlamentari, di discutere e dibattere, verso l’obiettivo di convincere le opposizioni sulla validità delle proprie ragioni. L’apertura del dibattito ha dato modo a nuovi temi e a nuove considerazioni di farsi strada nelle menti e nelle ragioni dei presenti, come la possibile necessità di fornire una maggiore informazione ai cittadini in modo da convincerli della validità e del merito della coltivazione e della alimentazione OGM, che sarebbe un modo per permettere allo Stato di tornare ad essere autosufficiente a livello agricolo, permettendo di evitare eccessive importazioni.

Ci sarebbero evidenze scientifiche insindacabili sulla non pericolosità degli alimenti OGM, “chiunque sostiene il contrario è un populista o un fattucchiere”, esordisce l’On. Riganelli, infervorato e deluso dall’arretratezza italiana rispetto agli altri paesi UE e incoraggiando a una nuova apertura legislativa verso sia la coltivazione che la sperimentazioni OGM.

Non sono mancate critiche rivolte agli articolati proposti e al loro stile linguistico, sono state evidenziate alcuni somiglianze eccessive fra gli articoli proposti dal partito C e dal partito D, accusati di aver cercato, in qualche modo, di colludere tra di loro, in modo da assicurarsi il voto favorevole sulle rispettive proposte di legge. Attacchi che sono stati avanzati da uno dei partiti conservatori, il partito B (Italia Sovrana) e portati avanti dall’On. Interdonato che, insieme alla collega (nonché compagna di partito) On. Fregonese, ha dimostrato un alto grado di spirito critico, tramite numerose invettive lanciate ai partiti avversari, I due hanno, infatti, rivolto numerosi appunti sia alla preparazione scientifica che normativa ai colleghi, chiedendosi e chiedendo se fosse chiara la differenza fra agricoltura biologica e OGM, fra gli interessi economici delle multinazionali delle piccole-medie imprese italiane, dimostrandosi attenti al potere che il denaro esercita a livello globale e all’influenza, forse eccessiva, delle lobby, nelle decisioni politiche, influenza che dovrebbe uscire dalle aule parlamentari, a favore di una politica più sensibile alle istanze del popolo che al richiamo della ricchezza.

Gli Onorevoli Interdonato e Fregonese hanno dimostrato non solo di aver letto molto attentamente i lavori proposti dagli altri partiti, ma anche di aver approfondito sia le questioni relative ai diversi metodi agricoli, alle prassi seguite da multinazionali e all’analisi dei possibili effetti negativi che le coltivazioni OGM potrebbero portare non solo alla salute umana e animale, ma anche allo stato del suolo. Preoccupazioni che sono state, forse, dissolte da un intervento dell’On. Cesa Bianchi, del partito D, la quale ha prospettato una soluzione al deterioramento del suolo tanto tradizionale quanto innovativa, quella della rotazione triennale usata nel medioevo, in grado di permettere al suolo di riposare per alcuni periodi di tempo, in modo da recuperare le proprietà organolettiche necessarie affinché il settore agricolo nazionale non ne debba soffrire.

Il partito A ha poi suggerito di liberarsi dalla paura di un adempimento incompleto nei confronti delle direttive UE, suggerendo di portare le stesse istanze che descrivono un regime interno più restrittivo all’interno del dibattito parlamentare comunitario, in modo da consapevolizzare anche l’ordinamento giuridico sovranazionale rispetto ai rischi e ai pericoli collegati alla coltivazione e alla commercializzazione degli OGM. Idea che ha suscitato forti dubbi in altri partiti, soprattutto all’interno dei ferventi europeisti, che hanno gridato all’istigazione a delinquere nei confronti di una comunità che dovrebbe puntare all’armonizzazione normativa fra stati membri ma non tramite azioni o comportamenti al limite del legale, bensì attraverso la presa di coscienza dell’arretratezza agricola cui l’Italia si trova, che andrebbe colmata tramite la creazione di una disciplina in armonia con le condizioni UE e con i dati normativi già presenti in altri paesi membri.

Gli ultimi argomenti affrontati durante la mattinata sono stati di ordine economico e monetario. Secondo l’On. Bonomi sarebbe cresciuta, nel 2017, l’esportazione di prodotti italiani D.O.P. e I.G.P., chiaro segnale dell’importanza di tutelare e valorizzare la produzione di prodotti Made in Italy che sono altamente richiesti e consumati in paesi esteri, in primis dai cittadini statunitensi: “L’americano medio non sarebbe più disposto a comprare prodotti italiani nel momento in cui questi non fossero più di provenienza certificata; l’apertura verso la coltivazione OGM andrebbe quindi a scapito di tutte le imprese italiane che godono di una posizione privilegiata all’interno del mercato statunitense.” Americano medio che viene ripreso dalle risposte avanzate dai giovani moderati, i quali sostengono che i prodotti Made in Italy sarebbero già, almeno in parte, OGM, che le vacche vengono sfamate da mais importato, cioè mais OGM, e il cui latte è, quindi, già contaminato e non immune alle influenza OGM. Sarebbe quindi utopico pensare di esportare prodotti che siano totalmente scevri da componenti OGM.

 

Il dibattito e gli incontri formativi della prima giornata hanno contribuito a delimitare l’oggetto di discussione, anche grazie agli interventi formativi proposti da ELSA e hanno iniziato a creare e delimitare coalizioni e opposizioni fra partiti. I partiti hanno iniziato a svelare le loro carte e i parlamentari a stringere alleanze tramite negoziazioni e offerte.  Non resta che attendere la riapertura della seduta domani.

OPEN II: Composizione della Commissione deliberante

Parte il conto alla rovescia per l’edizione 2018 dell’Open Legislation. I componenti della Commissione in sede deliberante sono stati designati ed i lavori di redazione dei disegni di legge si sono già avviati.

Quella che vi forniamo oggi non è quindi una qualsiasi infografica di previsione della composizione del nuovo Parlamento, ma la composizione della nostra unica Commissione.

Vi sono rappresentati in maniera proporzionale 5 partiti. Ma su un tema così discusso come quello degli organismi geneticamente modificati, il confronto va oltre le semplici logiche di partito e troviamo all’interno degli stessi partiti correnti contrapposte. Ecco quindi che la nostra Commissione si divide in 3 principali schieramenti: coloro che sono pro l’utilizzo degli OGM sul territorio italiano, chi è contro ed una parte consistente dei parlamentari membri della Commissione che preferiscono non pronunciarsi. In particolare:

PRO (partito D + la corrente maggioritaria del partito C)

CONTRO (partito A + partito B)

NON ESPRESSA (partito E + la corrente minoritaria del partito C)

Auguriamo dunque buon lavoro ai nostri parlamentari, in attesa della seduta della Commissione, che avrà luogo dal 19 al 21 marzo presso la Sala G.B. Lenzi del Consiglio della Provincia Autonoma di Trento.

L’Open Legislation si avvicina!

Scadono stasera le candidature per la seconda edizione dell’Open Legislation, un importante evento completamente “made in ELSA Trento”!

Abbiamo quindi fatto qualche domanda a Valentino Inama, studente della nostra Facoltà al terzo anno e Director dell’area Attività Accademiche con mandato speciale proprio per l’open legislation, che in questi ultimi mesi ha messo tanta passione e pazienza nell’organizzazione di quest’evento.

 

Una votazione durante i lavori della Prima Edizione dell’Open Legislation, a marzo 2017

 

Valentino, parlaci di come è nata l’Open Legislation.

L’idea dell’Open Legislation, l’idea quindi di una simulazione parlamentare, nasce nel dicembre 2016, quando ci franò dalle mani la possibilità di organizzare una Moot Court in materia di diritto privato internazionale. La problematica che creò la crisi fu il ritiro della disponibilità di buona parte del collegio giudicante per impegni sopravvenuti. Serviva un’idea, serviva scegliere se fare qualcos’altro o se fare a meno di una simulazione. Lì – in questo contesto – sopraggiunsi con questa proposta che venne ben accolta dal Direttivo. Nella storia delle sezioni di ELSA Italia è stata un’attività pionieristica che si fondava sul pensiero che il giurista non deve saper solo interpretare una norma (caso della Moot Court) ma saper anche scriverla, redigerla, e conoscere i criteri formali (e sostanziali) con cui va fatto. Io e l’allora Presidente, Gianluca Bertani, lavorammo su questo nuovo format, e con soddisfazione aggiungerei. Capitò anche – in prossimità dell’evento – di fare anche le 03.00/04.00 di mattina per rifinire alcuni dettagli organizzativi. È stato un lavoraccio ma ben ripagato.

 

Un evento che ha avuto tanto successo da essere riproposto anche da altre sezioni ELSA! Ma, secondo te, da cosa dipende questo risultato così positivo?

Certamente è stata una novità: una novità assoluta. Abbiamo creato un nuovo format che – in sé – è una specie di incrocio tra una Essay Competition ed una Negotiation Competition. Questo progetto dà la possibilità di mettersi in gioco e di discutere con i propri colleghi.

 

La tematica di quest’anno è molto controversa a livello politico da anni. Perché è stata scelta e perché credete che possa coinvolgere attivamente gli studenti dell’Università di Trento.

La manipolazione genetica non viene utilizzata solo in agricoltura ma anche in ambito medico ed altri ambiti. E’ di pochi giorni fa la notizia apparsa sui rotocalchi che in laboratorio si è ottenuto un’embrione incrocio tra un uomo ed una pecora.

Vogliamo portare l’attenzione degli studenti su queste tematiche cercando di sensibilizzarli non solo alla tematica in sé ma più a ” l’idea dell’altro”, mi spiego: quando in questa simulazione vengono attribuiti gli orientamenti politici lo si fa a caso e spesso capita che non coincidano con quello reale e quindi servirà che si approfondiscano tesi non proprie per argomentarle.

In sintesi, in un’epoca di corsa alla ricerca scientifica, spesso ci si interroga sul rapporto tra scienza e diritto ma non solo: quali sono i confini etici? quali sono le ricadute?

Ecco, per noi, è importante coinvolgere gli studenti in questo: una riflessione ed una lettura critica (e consapevole) di ciò che chiamiamo “progresso scientifico”.

 

Cosa ti aspetti da questa seconda edizione?

Fire and Fury. Si può dire? Pare vada di moda.

Scherzi a parte, mi aspetto partecipanti agguerriti nello spirito e preparati sulle modalità di scrittura: tant’è che organizzeremo in tempo utile un seminario di scrittura legislativa non voglio anticipare troppo in questa sede.

Mi aspetto anche una preparazione minima dei partecipanti sulla tematica: daremo loro dei dossier messi a disposizione dalla prof.ssa Maria Stella Grando, docente di Genetica Agraria qui a Trento, oltreché dei libretti scritti dal prof. Marcello Buiatti, docente di genetica a Firenze, ed offerti gentilmente dalla Casa Editrice IL MULINO in sostegno alla nostra iniziativa. 

In conclusione, mi aspetto persone motivate, scattanti e pronte a far tutto ciò che possono – dalle manovre di corridoio alle “manovre di procedura” – per portare a casa dei risultati.

 

Ringraziamo Valentino per la Sua disponibilità ed il Suo impegno e Vi invitiamo caldamente, qualora foste interessati, a procedere ad inviare la Vostra candidatura ad elsatrento@elsatrento.com entro le 23.59 di oggi!