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Simulazione ONU: gli studenti come diplomatici per difendere il clima

È iniziato un nuovo anno accademico e noi vogliamo invogliarvi a diventare nostri soci per il nuovo anno accademico raccontandovi della bellissima iniziativa che ha concluso il nostro ultimo anno sociale.

 

A maggio vi abbiamo infatti offerto una simulazione dei negoziati ONU sui cambiamenti climatici. Organizzata da ELSA Trento, in collaborazione con l’Associazione Viraçao&Jangada, la simulazione ha voluto mettere in scena il procedimento di negoziazione tra Stati che precede gli accordi sui cambiamenti climatici. Gli studenti sono stati invitati a prendere le parti di alcuni paesi (Cina, India, US) o blocchi di nazioni (paesi sviluppati, paesi in via di sviluppo, UE) e farsi portatori delle loro richieste e delle loro possibili soluzioni.

 

L’incontro si è aperto con il contributo della Dott.ssa Elisa Calliari, ricercatrice presso il centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici (CMCC), che ha fornito un esaustivo panorama sulle problematiche dell’inquinamento e sulle strategie fino ad ora messe in atto dai vari trattati. Ai partecipanti sono state date delle schede informative sulle diverse nazioni delle quali erano rappresentanti e, in base a quelle, hanno potuto costruire le loro posizioni. Le negoziazioni si sono svolte in maniera formale davanti al Presidente dell’assemblea, ma gli studenti hanno potuto anche dialogare tra loro informalmente come avviene nelle giornate delle COP (Conferenza delle Parti) tra i veri diplomatici.

La discussione era finalizzata ad ottenere strategie nazionali coordinate in modo da rimanere entro la soglia di aumento massimo di temperatura di 2°C per il 2100 e ad istituire un fondo di 100 milioni di dollari per lo sviluppo sostenibile delle nazioni in via di sviluppo.

Il risultato, soddisfacente ma leggermente diverso dagli obiettivi (l’aumento di temperatura si è attestato sui 2,2 °C), ha dimostrato la complessità di arrivare ad una strategia comune, sebbene differenziata a seconda delle possibilità dei singoli, ma ha anche evidenziato la partecipazione ad un tema che non è più interesse di pochi Stati ma sempre più preoccupa e ottiene attenzione presso i governi di tutte le nazioni.

Un risultato parziale della simulazione

La simulazione si è, inoltre, inserita come conclusione del progetto, organizzato dall’Associazione Viraçao&Jangada e dall’Agenzia di Stampa giovanile, che dal 2012 porta studenti delle scuole superiori trentine e dell’Università di Trento ad assistere alle sedute della COP, avendo così la possibilità di meglio comprendere il meccanismo delle negoziazioni tra Stati.

 

La nostra Ludovica ha quindi fatto qualche domanda ai partecipanti, iniziando da Giulia de Paoli, studentessa di diritti umani presso l’Università di Padova e membro dell’Associazione Viraçao&Jangada, e due partecipanti al progetto, Irene da Rin Betta, laureanda in giurisprudenza e Madalena Lima, studentessa di studi internazionali, moderatrici della simulazione.

 

Madalena, Irene e Giulia

Il vostro progetto ha avuto un buon riscontro?

Sì, è una tematica che suscita interesse soprattutto negli ultimi anni, la simulazione inoltre è una forma nuova ed unica nel suo genere, che oltre a fornire informazioni sul clima aiuta a comprendere le tematiche geopolitiche e i meccanicismi di voto e contrattazione.

Abbiamo notato che c’è molto interesse anche tra i ragazzi del liceo. Siamo stati anche all’Università di Bolzano, dove abbiamo svolto una simulazione in inglese.

 

Credete che gli accordi finora raggiunti siano efficaci o sia necessario impegnarsi di più?

Purtroppo le misure in atto non sembrano sufficienti a contrastare gli effetti dei cambiamenti e rimanere nella soglia di aumento massimo di 2 °C. Non è facile comprendere chi sia il maggior responsabile, indagando il problema anche in una prospettiva storica. Il problema è però comune ed un solo paese o il solo blocco dei paesi occidentali non può riuscire ad invertire la rotta.

 

Si può avere un cauto ottimismo osservando gli sforzi di tutti i Paesi in questo ambito?

In questi anni, soprattutto con gli accordi di Parigi, si è rafforzata la consapevolezza che il problema riguardi tutto il pianeta e che gli sforzi debbano provenire da tutti gli stati. La partecipazione, anche se in misura diversa, deriva da tutte le nazioni e questo deve essere accolto con ottimismo.

 

Numerosa è stata la partecipazione da parte di studenti di diversi dipartimenti della nostra università. Hanno risposto alle nostre domande:

  • Elisa Zeba (Studi internazionali) e Federica Zanardi (Sociologia), rappresentanti della Cina.
  • Mattia Cutolo (Giurisprudenza), Kelly Kocks (Studi internazionali), e Beatrice Lio (Giurisprudenza), rappresentanti dei Paesi in via di sviluppo.
  • Aurora Paissan (Lettere) e Livia Solaro (Giurisprudenza), rappresentanti dell’India.
  • Giovanni Gazzini (Filosofia), rappresentante dei Paesi Sviluppati.

 

La discussione informale all’interno dei gruppi

 

Perché hai deciso di partecipare alla simulazione?

Federica: Ho già partecipato ad una simulazione all’ONU e mi piaceva l’idea di replicare l’esperienza nel mio ateneo.

 

Mattia: Volevo comprendere appieno il meccanismo delle negoziazioni.

 

Kelly: Sono parte dell’associazione Viraçao&Jangada e ci tenevo a partecipare.

 

Beatrice: Ho partecipato ad un’altra simulazione, mi è piaciuto molto e volevo replicare.

 

Aurora: La tematica è innovativa, volevamo provare a partecipare attivamente ai negoziati.

 

Giovanni: Sono stato invitato da Viraçao&Jangada, associazione di cui faccio parte.

 

 

L’hai trovata utile per capire il meccanismo degli accordi?

Elisa: Sì, è molto utile soprattutto per chi inizia ad interessarsi a questa materia, aiuta a comprendere meglio i meccanismi tecnici delle negoziazioni.

 

Beatrice: Sì, sicuramente la simulazione, per quanto breve, fornisce un’ottima visione di come si svolgono i negoziati.

 

Livia: Questa simulazione ci ha chiarito le idee e ci ha permesso di capire meglio come vanno i negoziati; la possibilità di partecipare come parte attiva permette di comprendere anche alcuni meccanismi tecnici e di conoscere la costruzione del trattato.

 

Giovanni: Abbastanza, soprattutto ho potuto comprendere le varie istanze di tutti Paesi e gli interessi diversi di cui ogni Paese è portatore.

 

Federica ed Elisa, le delegate per la Cina

Sei interessato alle tematiche ambientali

Federica: Sì, è un problema che riguarda tutto il mondo e non una sola parte; inoltre è importante considerare come anche il singolo gesto di poche persone possa influenzare tutta la collettività, soprattutto oggi che siamo tutti interconnessi.

 

Mattia: Sì, siamo decisamente interessati alle tematiche ambientali, è un tema che ci coinvolge tutti.

 

Livia: Sì, molto interessate proprio perché riguarda il futuro di tutti noi.

 

Giovanni: Non sono particolarmente interessato all’aspetto giuridico-diplomatico della questione ma è sicuramente un tema che tocca tutti da vicino.

 

Pensi che gli accordi raggiunti fino ad ora siano abbastanza efficaci?

Elisa: Negli anni sono stati fatti molti passi in avanti ma si può e si deve aumentare lo sforzo, dividendo equamente le risorse e le tecnologie affinché anche i paesi in via di sviluppo possano utilizzarle.

 

Kelly: Gli sforzi da parte degli stati devono sicuramente aumentare ma si può comunque guardare al panorama internazionale con ottimismo, nonostante la posizione del Presidente Trump. Per quanto gli USA non siano di fatto ancora fuori dagli accordi di Parigi (il tempo previsto per l’abbandono definitivo degli accordi è di 4 anni) la posizione del Presidente ha rappresentato più che altro uno shock politico che per fortuna non ha avuto seguito negli altri Paesi.

 

Aurora: Per quanto gli sforzi siano aumentati nel corso degli anni sembra che questo non sia sufficiente per rimanere entro la soglia dei 2 °C, è necessario prendere provvedimenti  più incisivi se si vuole davvero rendere efficaci le misure di contenimento.

 

Giovanni: Bisogna aumentare gli sforzi ma si può comunque mantenere un atteggiamento positivo: la tecnologia e la scienza forniscono soluzioni nuove e sempre più efficaci.

 

 

Ringraziamo tutti i partecipanti!

 

Vi segnaliamo, inoltre, che sono aperte le candidature per partecipare all’edizione 2018 del progetto promosso da Viraçao&Jangada, che quest’anno porterà 8 studenti universitari a Katowice, in Polonia, per seguire la COP24. Maggiori informazioni sono reperibili a questo link: http://www.stampagiovanile.it/destinazionenews-clima?art=228