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I diari dell’Open Legislation. Day 1: l’apertura dei lavori

I diari dell’Open Legislation. Day 1: l’apertura dei lavori

Day 1

Oggi, 19 Marzo 2018 sono iniziate, in Via Torre Verde, le sedute di simulazione parlamentare organizzate da ELSA Trento che hanno visto come partecipanti e protagonisti alcuni studenti dell’Università degli studi di Trento.

L’iniziativa si è proposta, per la prima volta, l’anno scorso, ed è stata la prima simulazione parlamentare organizzata in Italia. L’obiettivo era ed è quello di permettere agli studenti di avvicinarsi al mondo della politica e ai suoi meccanismi, applicare le nozioni sudate nelle aule nella stesura e discussione di un progetto di legge. Il tema scelto dal consiglio direttivo di ELSA è stato quello degli Organismi Geneticamente Modificati, della loro coltivazione e commercializzazione.

L’organizzazione operativa della simulazione si è sviluppata tramite la divisione dei ragazzi in partiti politici fittizi, cui è stato chiesto di redigere una proposta di legge sul tema di cui sopra e che sarebbe stato oggetto della fase più attiva della simulazione, quella del dibattito parlamentare, che è iniziato oggi e si concluderà mercoledì 21 Marzo 2018.

La seduta si è aperta ufficialmente alle ore 09:00, ma alcuni partiti erano presenti alcune manciate di minuti prima, per ultimare i loro discorsi iniziali e la loro linea politica e strategica.

La composizione dei partiti e l’avvio dei lavori

I partiti presenti sono cinque, divisi fra maggioranza e minoranza, europeisti ed euroscettici.

Si è iniziato con le presentazioni dei progetti di legge scritti dai partiti, presentati dai presidenti di partito con discorsi che hanno toccato numerose materie, dal diritto all’economia, dalla biologia all’ingegneria genetica. I partecipanti hanno dato prova, fin da subito, di essersi adeguatamente informati e preparati al confronto con forse politiche avverse, facendo ricerche sia legislative che scientifiche, cercando di capire quale fosse, esattamente, l’oggetto della discussione, ma, allo stesso modo, hanno fatto in modo di interpretare le numerose fonti reperite in modo da convincere l’aula delle proprie opinioni e posizioni.

Non sono mancati i rimandi alla Costituzione italiana e alle norme sovranazionali, in particolare quelle di origine comunitaria, contestualizzate nel tempo e nello spazio, volti ad attribuire maggiore credibilità e legittimazione alle idee sostenute dai diversi partiti, ma la macchina del diritto troppo spesso si presta ad essere variegata e multiforme, capace di dar ragione a un’idea, così come al suo opposto.

Si segnalano gli interventi del partito A da parte dell’On. Cattani, il quale ha espressamente richiamato l’articolo 9 della Carta Costituzionale con riguardo all’esigenza di tutelare la salute umana in ogni campo del sapere, scienza compresa, e dell’On. Riganelli, che ha presentato il disegno di legge proposto dal suo partito, i “giovani moderati”, tramite un racconto storico dell’evoluzione delle normative emanate dalla Comunità Europea prima e dall’Unione Europea dopo.

I parlamentari si sono anche richiamati alla necessità di seguire le volontà e le decisioni espresse dal popolo italiano, in ossequio al mandato rappresentativo cui sono investiti che non deve vederli portavoce delle loro idee personali ma dell’istanza della loro appartenenza politica, espressione di un voto democratico.

Il partito B ha espressamente fatto riferimento alla considerazione per cui il 60% della popolazione italiana si pone scetticamente e negativamente nei confronti di una possibile apertura legislativa alla coltivazione, nonché alla commercializzazione, degli OGM, tramite la presentazione dell’On. Fregonese.

Il dibattito

La Commissione parlamentare durante l’apertura dei lavori

I lavori sono entrati nel vivo al termine delle presentazione delle proposte di legge e con l’aprirsi della possibilità, per partiti e parlamentari, di discutere e dibattere, verso l’obiettivo di convincere le opposizioni sulla validità delle proprie ragioni. L’apertura del dibattito ha dato modo a nuovi temi e a nuove considerazioni di farsi strada nelle menti e nelle ragioni dei presenti, come la possibile necessità di fornire una maggiore informazione ai cittadini in modo da convincerli della validità e del merito della coltivazione e della alimentazione OGM, che sarebbe un modo per permettere allo Stato di tornare ad essere autosufficiente a livello agricolo, permettendo di evitare eccessive importazioni.

Ci sarebbero evidenze scientifiche insindacabili sulla non pericolosità degli alimenti OGM, “chiunque sostiene il contrario è un populista o un fattucchiere”, esordisce l’On. Riganelli, infervorato e deluso dall’arretratezza italiana rispetto agli altri paesi UE e incoraggiando a una nuova apertura legislativa verso sia la coltivazione che la sperimentazioni OGM.

Non sono mancate critiche rivolte agli articolati proposti e al loro stile linguistico, sono state evidenziate alcuni somiglianze eccessive fra gli articoli proposti dal partito C e dal partito D, accusati di aver cercato, in qualche modo, di colludere tra di loro, in modo da assicurarsi il voto favorevole sulle rispettive proposte di legge. Attacchi che sono stati avanzati da uno dei partiti conservatori, il partito B (Italia Sovrana) e portati avanti dall’On. Interdonato che, insieme alla collega (nonché compagna di partito) On. Fregonese, ha dimostrato un alto grado di spirito critico, tramite numerose invettive lanciate ai partiti avversari, I due hanno, infatti, rivolto numerosi appunti sia alla preparazione scientifica che normativa ai colleghi, chiedendosi e chiedendo se fosse chiara la differenza fra agricoltura biologica e OGM, fra gli interessi economici delle multinazionali delle piccole-medie imprese italiane, dimostrandosi attenti al potere che il denaro esercita a livello globale e all’influenza, forse eccessiva, delle lobby, nelle decisioni politiche, influenza che dovrebbe uscire dalle aule parlamentari, a favore di una politica più sensibile alle istanze del popolo che al richiamo della ricchezza.

Gli Onorevoli Interdonato e Fregonese hanno dimostrato non solo di aver letto molto attentamente i lavori proposti dagli altri partiti, ma anche di aver approfondito sia le questioni relative ai diversi metodi agricoli, alle prassi seguite da multinazionali e all’analisi dei possibili effetti negativi che le coltivazioni OGM potrebbero portare non solo alla salute umana e animale, ma anche allo stato del suolo. Preoccupazioni che sono state, forse, dissolte da un intervento dell’On. Cesa Bianchi, del partito D, la quale ha prospettato una soluzione al deterioramento del suolo tanto tradizionale quanto innovativa, quella della rotazione triennale usata nel medioevo, in grado di permettere al suolo di riposare per alcuni periodi di tempo, in modo da recuperare le proprietà organolettiche necessarie affinché il settore agricolo nazionale non ne debba soffrire.

Il partito A ha poi suggerito di liberarsi dalla paura di un adempimento incompleto nei confronti delle direttive UE, suggerendo di portare le stesse istanze che descrivono un regime interno più restrittivo all’interno del dibattito parlamentare comunitario, in modo da consapevolizzare anche l’ordinamento giuridico sovranazionale rispetto ai rischi e ai pericoli collegati alla coltivazione e alla commercializzazione degli OGM. Idea che ha suscitato forti dubbi in altri partiti, soprattutto all’interno dei ferventi europeisti, che hanno gridato all’istigazione a delinquere nei confronti di una comunità che dovrebbe puntare all’armonizzazione normativa fra stati membri ma non tramite azioni o comportamenti al limite del legale, bensì attraverso la presa di coscienza dell’arretratezza agricola cui l’Italia si trova, che andrebbe colmata tramite la creazione di una disciplina in armonia con le condizioni UE e con i dati normativi già presenti in altri paesi membri.

Gli ultimi argomenti affrontati durante la mattinata sono stati di ordine economico e monetario. Secondo l’On. Bonomi sarebbe cresciuta, nel 2017, l’esportazione di prodotti italiani D.O.P. e I.G.P., chiaro segnale dell’importanza di tutelare e valorizzare la produzione di prodotti Made in Italy che sono altamente richiesti e consumati in paesi esteri, in primis dai cittadini statunitensi: “L’americano medio non sarebbe più disposto a comprare prodotti italiani nel momento in cui questi non fossero più di provenienza certificata; l’apertura verso la coltivazione OGM andrebbe quindi a scapito di tutte le imprese italiane che godono di una posizione privilegiata all’interno del mercato statunitense.” Americano medio che viene ripreso dalle risposte avanzate dai giovani moderati, i quali sostengono che i prodotti Made in Italy sarebbero già, almeno in parte, OGM, che le vacche vengono sfamate da mais importato, cioè mais OGM, e il cui latte è, quindi, già contaminato e non immune alle influenza OGM. Sarebbe quindi utopico pensare di esportare prodotti che siano totalmente scevri da componenti OGM.

 

Il dibattito e gli incontri formativi della prima giornata hanno contribuito a delimitare l’oggetto di discussione, anche grazie agli interventi formativi proposti da ELSA e hanno iniziato a creare e delimitare coalizioni e opposizioni fra partiti. I partiti hanno iniziato a svelare le loro carte e i parlamentari a stringere alleanze tramite negoziazioni e offerte.  Non resta che attendere la riapertura della seduta domani.

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