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I diari dell’Open Legislation. Day2: il vivo del dibattito

I diari dell’Open Legislation. Day2: il vivo del dibattito

La seconda giornata delle discussioni parlamentari si è aperta con una sessione di dibattito informale in cui è stato permesso ai partiti di minoranza, che hanno visto i loro disegni di legge venire eliminati dalla competizione ieri, di commentare la situazione in aula, le coalizioni formatesi e le eventuali condizioni a cui i partiti di maggioranza si sarebbero dovuti adeguare per assicurarsi i voti di minoranza.

Ha inizialmente preso parola il partito A, il quale si è detto deluso della sconfitta ma consapevole di essere un partito di minoranza e, quindi, più facile sia da eliminare dai giochi che da soggiogare alle strategie politiche.

I disegni di legge promossi al termine della prima giornata sono stati quelli proposti dai partiti di centro sinistra e centro destra, mentre i partiti estremisti sono stati eliminati dalla competizione e costretti a pensare a quale partito affidare le proprie idee.

In particolare sono state avanzate alcune critiche riguardo all’aumento di rischi per la salute e dell’ambiente  nel caso di una liberalizzazione eccessiva delle pratiche OGM: a riguardo l’On. Bertelli ha espresso la sua propensione per la ricerca di tecnologie alternative a quelle tradizionali, come quella relativa ai procedimenti di genome editing, che permetterebbero di evitare le complicazioni derivanti dalla coltivazione di OGM tradizionalmente intesa.

“Non dobbiamo mettere limiti al progresso”, chiarisce l’On. Bertelli e, soprattutto: “ è necessario lasciare la libera scelta a piccoli-medi imprenditori in ordine al cosa e al come coltivare, con la consapevolezza che nessuna attività umana è a rischio zero. il progresso va regolamentato ma non proibito.”

Dopodichè ha preso parola la portavoce del partito B, l’On. Fregonese, la quale ha lamentato non la sconfitta subita ma la mancanza di flessibilità dimostrata dagli altri partiti, nonché dagli stessi colleghi parlamentari, nei confronti del suo partito. Il disegno di legge proposto da lei e dai suoi colleghi, Marco Interdonato e Giorgio Romagnoli, sarebbe stato eliminato non a seguito di valutazioni del merito dello scritto ma di considerazioni di ordine personale. Il suo partito sarebbe stato, anche, erroneamente considerato come contrario all’ attrebuzioni di potere alle autonomie locali: il nome adottato, “Italia sovrana”, si riferisce alla posizione euroscettica scelta dai componenti del partito e non alla volontà di privare regioni e province autonome di alcun tipo di potere. Il ddl proposto da “Italia Sovrana” non sarebbe stato letto attentamente dagli altri partiti e questo avrebbe, inevitabilmente, portato alla sua eliminazione. Conclude il suo intervento affermando che bisognerebbe concentrarsi maggiormente sul merito dei testi prodotti e meno sulla provenienza politica degli stessi.

La risposta viene dall’On. Calvara, parte di un partito di maggioranza, il quale sostiene che le scelte portate avanti il giorno prima fossero state politiche e non personali, dettate dalla necessità, insita in ogni aula parlamentare, di trovare una maggioranza di consensi intorno cui costruire e sviluppare leggi in grado di rappresentare al meglio la volontà del popolo, espressa attraverso le elezioni. Volontà che, inevitabilmente, difficilmente può trovare pieno consenso nelle proposte della minoranza, tale per una ragione.

 

Il dibattito si è animato ulteriormente grazie all’intervento dell’On. Interdonato, il quale chiude qualsiasi tipo di comunicazione o mediazione con i partiti che si sono dimostrati poco collaborativi e dialogici, dichiarandosi come non disposto ad accontentarsi di facili norme sull’etichettatura dei prodotti OGM, non sufficienti a soddisfare in pieno le istanze espresse dal popolo tramite il suo mandato parlamentare. Inutile proporre dei semplici “contentini” per i partiti di maggioranza, bisogna iniziare a trovare compromessi concreti rispetto al nucleo della discussione e non alle questioni limitrofe o accessorie.

 

L’On. Interdonato è stato, però, redarguito dal collega Bertelli, il quale gli ricorda in maniera colorita che il dibattito politico non è (e non deve trasformarsi in) ricatto, non è fondato su minacce di alcun tipo e ignorare le possibili proposte mediatiche avanzate dal partito dell’On. Calvara altro non è che un comportamento inutile e controproducente, irrispettoso del mandato parlamentare, cui l’On. Interdonato si proclama fervente credente.

 

L’idea di mandato parlamentare e dibattito viene ulteriormente elaborata dall’On. Riganelli, il quale risponde ai dubbi esposti dal collega Cattani riguardo l’utilità di un dialogo fra partiti di maggioranza e, soprattutto, fra disegni di legge, se non palesemente identici, per lo meno costruiti intorno agli stessi principi cardine, ricordando che il dibattito parlamentare è garanzia di contraddittorio, della possibilità di esprimere, valutare e discutere un’idea e il suo opposto, un divieto e la sua concessione, l’apertura dimostrata verso i possibili emendamenti verso le rispettive proposte di legge espressa dai partiti di maggioranza, non deve leggersi come l’inevitabile votazione di due progetti uguali ma come porta d’ingresso di un dialogo, nel suo significato etimologico di “discorso fra due (o più) persone”. Il confronto dialettico deve vertere anche sulle convergenze ideologiche della maggioranza, alla ricerca di una norma in grado di fungere da specchio per la popolazione, schermo il più possibile scevro da qualsiasi tipo di manipolazione politica.

 

Il dibattito è stato poi sospeso da un’audace dichiarazione avanzata dall’On. Cutolo, il quale esordisce confessando che le carte sono state scoperte, si è già deciso, tramite accordi esterni ed estranei al dibattito in aula, quale sarà il partito vincente, quale disegno di legge sarà quello eletto. “Quindi il dado è tratto”, risponde Cattani, ponendo fine alla prima fase di discussione in aula.

I lavori si sono sospesi e hanno visto partiti e parlamentari cercare consensi e coalizioni in maniera informale, animati sia dalla curiosità di comprendere a pieno il significato della dichiarazione dell’On. Cutolo che dalla volontà di ribaltare, ancora una volta, gli equilibri.

La giornata si chiude con la votazione del progetto di legge vincente, dopo l’ennesimo colpo di scena in cui il panorama previsto dal nostradamo trentino è stato vanificato da voti nulli o annullati.

I partecipanti all’opera

In politica non si può mai essere certi di nulla e, sopratutto, di nessuno. I risultati delle ultime votazioni si avranno domani, per ora non rimane che accertare la rottura degli equilibri precari: la giornata si chiude con l’ennesima affermazione dell’On. Cutolo, il quale, esce di scena dicendo: “Il potere logora solo chi non lo ha.”

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