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Testimonianza: Camilla alla Delegation sui popoli indigeni

Si chiudono domani le candidature per le ELSA Delegations presso numerose istituzioni internazionali. Per fornirvi ulteriori informazioni in merito a questa fantastica opportunità, vi offriamo oggi una nuova testimonianza. Questa volta è il turno di Camilla Perotti, che ad aprile 2017, in qualità di socio “semplice” di ELSA Trento, ha partecipato al Forum sui popoli indigeni presso il Quartier Generale dell’ONU a New York City.

Camilla, seconda da sinistra, con i suoi colleghi di delegazione.

A quale delegation hai partecipato?
Ho assistito alla 16 sessione del Forum sui Popoli Indigeni a New York, ad aprile 2017.

Perché hai deciso di candidarti come delegato ELSA?
Aspirando a lavorare un giorno in campo diplomatico, volevo vedere in prima persona come si svolgono i lavori presso un’organizzazione internazionale. Inoltre scelsi questa specifica istituzione perché mi ero molto interessata alla questione dello sviluppo sostenibile durante le lezioni di Diritto delle istituzioni internazionali, e la tutela dei diritti delle popolazioni indigene occupa un ruolo molto importante all’interno dell’Agenda 2030.
Si trattava, in realtà, della mia se onda candidatura, in quanto la prima non era andata a buon fine. Pensavo che per essere selezionati fosse quindi necessario un maggior coinvolgimento nelle attività del direttivo ELSA, ma quando fui effettivamente selezionata mi venne spiegato che ogni delegazione è solitamente formata da metà soci e metà membri dei direttivi locali. Non bisogna quindi lasciarsi spaventare dalle tante domande sul proprio impegno all’interno di ELSA che vengono poste in sede di candidatura, perché la possibilità è data veramente a tutti.

Com’è la giornata tipo del delegato ELSA?
Ci ritrovavamo la mattina all’entrata del Palazzo di vetro. A seconda dell’orario della giornata potevamo poi decidere se presenziare alle sedute plenarie o partecipare ad uno dei tanti side event. Questi ultimi, in particolare, erano un’occasione per vedere ciò che varie ONG o le agenzie ONU fanno incontrerò er difendere i diritti dei popoli indigeni e per preservare le molte conoscenze in campo ambientale, sanitario, ecc. che questi popoli hanno sviluppato in secoli, nonché le loro tradizioni. Questa sessione era inoltre caratterizzata da vari colori e costumi: molti rappresentanti delle popolazioni indigene di tutto il mondo si erano infatti presentati indossando i propri costumi tradizionali. Le varie sedute terminavano generalmente verso le 19 e noi delegati andavamo poi in centro per cenare e vivere un po’ le notti newyorkesi.

Qual è stata la sfida più grande che hai affrontato durante quest’esperienza?
Uno degli scopi delle Delegations è fornire un’occasione ai membri ELSA di iniziare a creare network di un certo livello, che potrebbe tornare in futuro. Ma nella realtà non è stato inizialmente facile avvicinare rappresentati di importanti ONG o di agenzie ONU con il mio bigliettino da visita di umile studentessa di giurisprudenza. Ma ho poi notato che tutti erano molto interessati al nostro ruolo lì come rappresentanti ELSA ed al nostro interesse per quest’ambito così particolare e specifico.

Come credi che quest’esperienza possa influenzare il tuo futuro?
Sicuramente quest’esperienza mi ha aiutata a comprendere meglio in quali ambiti io voglia concentrarmi nello studio del diritto e in una futura carriera internazionale. Vedere il diritto internazionale in uso mi ha fatto inoltre sicuramente spronato a lavorare sodo nella mia formazione universitaria per intraprendere il prima possibile una carriera in ambito internazionale.

Come ti sei organizzato per gli aspetti più logistici?
Un’esperienza a New York sicuramente spaventa per i costi, dato che ELSA Italia non copre né viaggio, né alloggio, né vitto. Ma essendo aprile comunque bassa stagione, con meno di 400€ mi sono assicurata un biglietto di andata e ritorno ed avevo trovato un ostello nel Queens (il Q4 Hotel) che grazia alla sua vicinanza alla stazione della metro mi permetteva di essere in 20 minuti alle Nazioni Unite.

Ringraziamo Camilla per il suo contributo e vi invitiamo a correre ad inviare la vostra candidatura a questo link:

Open calls – march