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Open Legislation II: le testimonianze

Dopo aver messo moltissimo impegno nella realizzazione dell’Open Legislation, un evento che per il secondo anno consecutivo ha saputo catturare l’attenzione e l’interesse di numerosi studenti di giurisprudenza e non solo, abbiamo raccolto i pareri dei nostri partecipanti. A distanza di dieci giorni l’entusiasmo per questa simulazione è ancora alto, e ciò ci può solo riempire di orgoglio per il bel lavoro svolto.

 

 

Cosa pensi della simulazione?

 

Carlo Bertelli: Bellissima ed utilissima.

 

Simone Riganelli: È stata un’esperienza davvero positiva, molto stimolante e sinceramente molto divertente. Ho trovato che sia stata ben organizzata, soprattutto per quanto riguarda la divisione tra una prima fase scritta e la fase orale-dibattimentale successiva. Si è dimostrato di grande utilità l’intervento durante la simulazione stessa di specialisti di opinioni opposte (uno favorevole agli OGM e uno contrario) che hanno rimescolato tutte le carte in tavola e hanno permesso di introdurre nuovi elementi e nuovi aspetti anche durante lo svolgimento del dibattito e non soltanto a priori. Mi è piaciuto il modo in cui è stato strutturato il sistema di votazione, il sistema degli emendamenti e la possibilità di fare alleanze, più in generale posso dire di aver apprezzato molto la parte tecnica.

 

Riccardo Calvara: Penso che definire “Open Legislation” un’esperienza interessante sia assolutamente riduttivo. La simulazione che ci è stata proposta credo abbia il merito di saper rintracciare in maniera pregevole i target che l’idea di formazione 2.0 si propone di perseguire. “Open Legislation” punta così ad addivenire un coacervo inclusivo di competenze come il problem-solving, il team-working e lo sviluppo della leadership, proponendo la scrittura di una proposta di legge, mira inoltre a garantire l’approfondimento di una tematica quanto mai attuale come quella degli O.G.M., tastando un terreno ispido, fatto di falsi miti e considerazione fallaci e spesso infondate, dettate dalla poca conoscenza del fenomeno e da un immotivato scetticismo. Sullo sfondo, una notevole attenzione per la capacità di redazione di un testo di legge (e, per le competenze del giurista) oltreché un considerevole momento di apprendimento o ripasso della prassi parlamentare e delle assemblee elettive in generale.

 

Irene Fregonese: La simulazione è stata, rispetto all’esperienza dello scorso anno, molto piena: il tema era tanto attuale quanto complesso, ognuno di noi ha fatto del suo meglio per approfondirlo a dovere e calarsi nei ruoli prefissati; con un velo di ironia devo ammettere che a tratti è stata una ricostruzione molto fedele a quanto avviene ogni giorno in Parlamento.

 

Davide Cattani: La simulazione è stata un’esperienza stimolante, costruttiva e grazie alla quale è stato possibile discutere le proprie idee confrontandole con gli altri partecipanti.

 

Silvia Ciacchi: La simulazione é stata un’esperienza assolutamente positiva ed istruttiva. Molto utile per capire come funzionano di preciso le dinamiche parlamentari e a capire meglio come i nostri deputati, nella loro vita lavorativa abituale, affrontano la stesura e l’approvazione di una legge.

 

Roberto Palumbo: Ho trovato la simulazione un’occasione interessante per confrontarsi e per toccare con mano come opera una commissione parlamentare in sede deliberante. Le varie discussioni, i vari dibattiti, le posizioni e le negoziazioni tra parlamentari. Ho potuto verificare quello che teoricamente già sapevo…ossia la complessità che sta dietro gli organi rappresentativi. I bilanciamenti tra minoranza e maggioranza, il ruolo della presidenza ecc. Ritengo che esperienze del genere siano sempre più necessarie per la formazione del giurista e non. Purtroppo in Italia siamo molto legati ad una formazione di tipo teorico e trascuriamo l’aspetto pratico. Cosa che in tutta Europa all’incirca non viene fatto…sono esperienze alquanto formative e divertenti. In grado di far sviluppare le proprie social skills e di far mettere in pratica ciò che si studia sui manuali.

 

Silvia Cesa Bianchi: La simulazione mi è piaciuta moltissimo, anche per la durata e gli orari che assorbono  completamente e ti fanno apprezzare sia l’esperienza che la compagnia. Ho anche apprezzato moltissimo che chi doveva sostenere posizioni anche estreme è sempre riuscito a mantenere vivo il dibattito ed essere una controparte estremamente agguerrita. Io sono del primo anno e non ho avuto difficoltà a partecipare pur sapendo molto poco in fatto di diritto parlamentare. Quindi di certo è un progetto che si adatta anche a persone di altre facoltà.

 

Giovanni Di Matteo: La simulazione è stata un’esperienza molto formativa, soprattutto per il fatto di aver avuto la possibilità di calarmi all’interno delle dinamiche politiche e di rapportarmi con la complessità dell’iter legislativo.

 

Matteo Filippi: La simulazione secondo me è perfettamente riuscita nel suo scopo. In particolare anche l ambiante in cui è stata svolta, la sala Lenzi del palazzo della Provincia, ha contribuito a creare un atmosfera “istituzionale” aiutando tutti i partecipanti a calarsi nella parte. Penso che l attività che abbiamo svolto poco si discosta da ciò che avviene realmente nelle istituzioni pubbliche.

 

Camilla Rognoni: Evento appassionante, bello e divertente. È stato interessante vivere da vicine alcune dinamiche studiate solo da lontano, nei libri di testo.

 

 

Come è stato confrontarsi e rapportarsi con i tuoi colleghi? 

 

Carlo: Molto intrigante e positivo per migliorare la propria capacità comunicativa e di collaborazione.

 

Simone: È stato molto interessante: sia per quanto riguarda i miei compagni di partito che i miei avversari in Parlamento. La mia situazione con i miei compagni di partito era particolare perché facevo parte di un gruppo numeroso all’interno del quale c’era una minoranza, quindi sin dalla stesura del disegno di legge il nostro progetto doveva venire incontro sia alle esigenze della maggioranza interna al partito, della quale io ero un esponente, sia alle esigenze della minoranza. Durante il dibattito parlamentare il confronto con gli avversari è stato veramente positivo e molto divertente soprattutto perché mi sono confrontato con studenti dalla spiccata personalità e con degli ottimi oratori in grado di organizzare bene i loro discorsi e capaci di cogliere ogni tentennamento dell’avversario, per farne poi un punto a proprio favore. Da questo punto di vista il confronto più stimolante l’ho avuto con On. Marco Interdonato e con On. Irene Fregonese.

 

Riccardo: Il momento del confronto e del dialogo con i colleghi coinvolti in “Open Legislation” è senza dubbio il momento più costruttivo dell’intera simulazione. Poche occasioni come questa offrono la possibilità di coltivare dei rapporti umani interessanti da più punti di vista. Partendo dal primo momento della stesura della proposta di legge. Il lavoro di gruppo, il confidare nelle potenzialità e nel prodotto altrui, credo sia un passo importante nella crescita di ognuno di noi. In commissione, la capacità dialogica, di confronto, di dialettica e persuasione viene di fatti da sé. Ma ciò che mi preme sottolineare è il rapporto di stima e di amicizia che è rimasto tra molti di noi partecipanti al di là della simulazione in aula. Molti, da completi sconosciuti, si sono scambiati numeri e contatti, ci sono stati diversi e molto belli momenti di condivisione fuori dal contesto “istituzionale”, meritevoli di altri spazi per poter essere raccontati.

 

Irene: I rapporti con i colleghi non sono sempre stati buoni. Ho avuto piacere di confrontarmi con persone molto preparate, aperte e attente; purtroppo però quest’anno ho notato anche molto protagonismo da parte di alcuni soggetti, tronfi e boriosi, più interessati a mettere in luce se stessi che non la questione degli organismi geneticamente modificati…Del resto, come ho detto precedentemente, è anche quanto avviene nella realtà.

 

Davide: Il confronto è stato costruttivo, mi ha dato modo di conoscere nuove persone e, anche grazie alle opinioni dei miei colleghi, mi è stato possibile crescere e rivalutare alcune posizioni. Mi dispiace tuttavia che alcuni partecipanti abbiano trasposto alcune fisiologiche divergenze di opinioni in fastidiosi attriti e antipatie.

 

Silvia C.: È stato sicuramente divertente dal punto di vista del “gioco di ruolo” che é andato a crearsi grazie anche alla completa immedesimazione dei partecipanti nell’ ideologia di partito assegnata e nel ruolo di parlamentare. Tutti sono stati molto professionali e questo ha contribuito a rendere l’esperienza stimolante.

 

Roberto: L’ho trovato positivo e interessante. Essendo una simulazione è necessario “abbandonare” le convinzioni personali sull’argomento ( OGM in questo caso) e cercare di far proprie quelle che ti venivano assegnate. Questo aiuta molto, a mio avviso, a sviluppare un pensiero critico proprio e a mettere al vaglio le prioprie idee. Oppure ad informarsi in modo serio qualora non si abbia un’idea definita in merito. In un periodo di fake news e di risposte facili ed acritiche, non può che essere accolto con positività.

 

Silvia C. B.: Per i colleghi è stato anche molto piacevole, sono appena arrivata qui a Trento ma mi sono sentita inclusa da tutti e il mio lavoro è stato apprezzato o confrontato alla pari di ragazzi più grandi e più esperti.

 

Giovanni: Certo che sì, è un’esperienza che ha dell’incredibile, soprattutto in considerazione del fatto che si ha la possibilità di conoscere nuove persone con cui consolidare rapporti innanzitutto politici, ma anche validi per il futuro, fuori dall’aula di commissione.

 

Matteo: Il confronto con i miei colleghi è stato interessante e stimolante. Sono stato molto sorpreso dall’impegno che hanno messo tutti i partecipanti nell interpretare la propria parte, mettendosi in gioco tutti nella fase dibattimentale. Nessuno si è iscritto a questa simulazione solo per avere 2 crediti e pranzi gratis, ma tutti hanno partecipato attivamente. In questa occasione ho anche avuto modo di conoscere  molte nuove persone con le quali ho tenuto i contatti.

 

Camilla: È stato molto stimolante confrontarsi con altri ragazzi con idee diverse dalle proprie e riuscire a lavorare bene in gruppo per portare a termine un risultato comune.

 

 

Consiglieresti quest’esperienza?

 

Carlo: Assolutamente sì!

 

Simone: Assolutamente! Come ho detto prima molto ben organizzata e molto divertente. I miei complimenti vanno in particolar modo a Valentino Inama e a Gianluca Bertani, che l’hanno ideata, ma anche a tutti i membri di Elsa Trento che si sono impegnati per renderla il più perfetta possibile in entrambe le edizioni.

 

Riccardo: Esperienza da cogliere al volo. Specie se si è interessati alle dinamiche politiche e parlamentari, “Open Legislation”, offre la possibilità di misurarsi con una realtà, molto ben riprodotta, ma che non si limita solo a questo, come detto prima. Per me è stata l’occasione della conferma di una mia propensione, per altri la scoperta di una nuova sfaccettatura da scoprire.

 

Irene: Assolutamente sì! Occasioni di confronto e dialogo su temi di estrema attualità sono importantissime e da non perdere!

 

Davide: La consiglio a chiunque desideri mettersi in gioco, a patto però che il tutto non venga preso con eccessiva serietà dal punto di vista personale.

 

Silvia C.: Sicuramente sì, è un’opportunità molto interessante e valida sia per giuristi che non.

 

Roberto: Consiglio tantissimo a chi non ha mai provato un’esperienza simile di cimentarsi. Sia per rendere vivo e dinamico ciò che si studia sui testi universitari, sia per sperimentare un nuovo modo di imparare e di studiare. Creativo, dinamico, divertente e che punta sul lavoro e la cooperazione di gruppo.

 

Silvia C. B.: La consiglierei sicuramente, anche se gli argomenti possono sembrare complessi, non bisogna scoraggiarsi perché sia il supporto dei colleghi, sia l’intervento degli esperti chiariscono le idee e lasciano molto su cui riflettere anche dopo la fine dell’esperienza. E se ti tocca rappresentare la Lega… è un buon esercizio di sofistica!

 

Giovanni: Confrontarsi con i colleghi è senz’altro un’esperienza stimolante, in quanto si riesce a creare una complicità che permette di imparare dagli altri e con gli altri creare qualcosa di importante. Insomma, l’unione fa la forza, come si suole dire!

 

Matteo: Sicuramente consiglierei questa esperienza. Mi ha aiutato a capire meglio il contesto politico in cui viviamo, fatto dal pluralismo dei partiti che impedisce il formarsi di solide maggioranze e costringe a ricercare il compromesso tra tutte le forze politiche. Spesso da questo compromesso ne escono disegni di legge completamente stravolti come è accaduto nella nostra simulazione. Vivere in prima persona queste dinamiche può rendere le persone più consapevoli riguardo la politica nel nostro paese.

 

Camilla: Assolutamente sì. Dirò la verità: all’inizio ero un po’ scettica, ma mi è bastato vivere la prima giornata per ricredermi totalmente.